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L'ex pm: "Craxi descriveva quel Napolitano come un uomo molto attento al sistema della Prima repubblica specie coltivando i suoi rapporti con Mosca". Il Quirinale: "Quotidiano crescendo di un’aggressiva polemica personale contro il Presidente della Repubblica"
Roma, 6 agosto 2012 - Nuova polemica tra Di Pietro e il Colle. In un’intervista al settimanale Oggi in edicola, il leader dell'Idv attacca il presidente della Repubblica affermando che "ci sono due Giorgio Napolitano: quello che ci racconta oggi la pubblicistica ufficiale, il limpido garante della Costituzione, e quello che raccontò l’imputato Bettino Craxi in un interrogatorio formale, reso, nel 1993, durante una pubblica udienza del processo Enimont, uno dei più importanti di Tangentopoli”, sostiene il leader dell’Idv.
"Craxi descriveva quel Napolitano, esponente di spicco del Pci nonché presidente della Camera, come un uomo molto attento al sistema della Prima repubblica specie coltivando i suoi rapporti con Mosca. Io credo che in quell’interrogatorio formale che io condussi davanti al giudice, Craxi stesse rivelando fatti veri perché accusò pure se stesso e poi gli altri di finanziamento illecito dei partiti. Ora delle due l’una: o quei fatti raccontati non avevano rilevanza penale oppure non vedo perché si sia usato il sistema dei due pesi e delle due misure", osserva Di Pietro.
“Abbiamo letto sul prestigioso New York Times che al nostro presidente della Repubblica è stato dato il titolo di 'Re Giorgio' - aggiunge -. A nessun altro capo dello Stato era mai capitato prima. Bisogna porsi questo problema. Evidentemente il presidente della Repubblica ha cercato il consenso di tutte le forze politiche per mantenere un’acquiescenza nei suoi confronti, una quiete, che io non condivido. Io penso che quando c’è un fallo l’arbitro deve fischiare e non fare finta di niente sennò cerca di addomesticare la partita".
La replica del Colle filtra da ambienti del Quirinale, secondo i quali Antonio Di Pietro "ricorre a nuovi, assurdi artifizi provocatori nel quotidiano crescendo di un’aggressiva polemica personale contro il Presidente della Repubblica".
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