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Fai, Italia Nostra, Legambiente, Man e Wwf invitano Monti alla 'coerenza', sottolineano che ancora non è dimostrata la possibilità tecnica di costruire il Ponte, accusano la lievitazione dei costi e le lacune sull'impatto anbientale
ROMA, 10 agosto 2012 - Fiore all'occhiello dei governi Berlusconi, il progetto del Ponte di Messina ha da sempre suscitato amori e odi. E in un momento di stallo di decisioni, le associazioni ambientaliste prendono carta e penna e scrivono al premier Monti e ai ministri competenti invitando i Professori a rigettare definitivamente il progetto.
La missiva è firmata da Fai, Italia Nostra, Legambiente, Man e Wwf e recita così: "La vicenda della chiusura del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina va assumendo toni paradossali: da un lato si riducono i finanziamenti pubblici al progetto, dall’altro si rilancia la sua realizzazione minacciando il ricorso al Presidente della Repubblica".
Gli ambientalisti sottolineano la "singolare bizzarria per cui un commissario governativo e Ad di una società a maggioranza governativa, nominato sempre dal governo, minaccia un conflitto grave con lo stesso esecutivo".
Le associazioni evidenziano poi come non sia "ancora dimostrata con certezza la costruibilità tecnica’’ del ponte e richiamano le "lievitazioni dei costi del progetto e le lacune dello studio per la valutazione di impatto ambientale".
Gli ambientalisti chiedono quindi al governo "coerenza con la linea tenuta finora sulla questione" e "ribadiscono la richiesta di rigetto del progetto e scioglimento della società, in coerenza con le esigenze di spending review, anche per l’inesistenza di penali in questa fase".
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