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Bersani: "Imu, alleggerirla
e affiancarla a patrimoniale"
Fornero: "Abolire la tassa?
Impossibile, è inutile dirlo"

Il ministro: "Il mondo ci punirebbe"

Bersani: "L'articolo 18? Cambiarlo non è una nostra priorità". Botta e risposta col ministro sugli esodati. E Renzi, a Otto e mezzo, attacca sulle primarie: "Discutibile cambiare le regole in corsa, capisco che i sondaggi comincino a impaurire qualcuno..."

Elsa Fornero e Pierluigi Bersani a Ballarò (Imagoeconomica)
Elsa Fornero e Pierluigi Bersani a Ballarò (Imagoeconomica)

Roma, 18 settembre 2012 - "L’imu si può alleggerire, renderla più equa, e affiancarla con una imposta personale sui grandi patrimoni mobiliari". E' la proposta lanciata da Pier Luigi Bersani a Ballarò. Il leader del Pd precisa: "Gli italiani devono conoscere la verità: l’Imu l’ha messa Berlusconi con lo sbarellamento totale dei conti del suo governo”.

Presente in trasmissione anche il ministro Elsa Fornero che sottolinea come "con l'Imu siamo andati più vicino possibile a una patrimoniale". Per quanto riguarda un'eventuale abolizione, come annunciata da Berlusconi, dell'imposta municipale, il ministro è chiaro: "Oggi non è a portata di mano, non è realizzabile ed è inutile dirlo. La Comunità internazionale ci punirebbe immediatamente e si dovrebbe fare subito marcia indietro".

ESODATI - Botta e risposta tra Bersani e Fornero sugli esodati.  “Sugli esodati è stato fatto un errore”, ha detto il segretario del Pd. “Ma certo che, a posteriori, è stato un errore”, ha ammesso il ministro del Welfare. Fornero ha ricostruito la vicenda e ricordato che all’inzio erano stati stimati 50mila esodati, 65.000 per prudenza, poi si è scoperto che i numeri erano altri.

“Quando il governo ha visto che la situazione era questa, un problema che poteva essere gestibile è stato sommerso da un’onda di rappresentazione esagerata, perché il problema - ha assicurato il ministro - poteva essere gestito”.

Bersani incalza ancora: sul lavoro "non è più tempo di spot". Gli fa subito eco la Fornero: "Il governo non ha mai usato spot, ma sempre una coerenza di impostazione". Poi Bersani ammonisce: "Se immaginiamo che con due riforme di regole facciamo lavoro...Abbiamo bisogno che riparta un ciclo di investimenti a fronte di una disponibilità a dare flessibilità organizzata".

Il segretario del Pd sottolinea poi che il Pd andrà al governo, non ha tra le sue priorità tornare indietro sulla riforma dell’articolo 18. A proposito dello scandalo della Regione Lazio, invece, la Fornero lancia la sua proposta: "Sarebbe un bellissimo gesto se tutti i consiglieri regionali dicessero ‘da domani adottiamo il sistema contributivo".

IL RITORNO DI BERLUSCONI -  “Impressionante e penso sia impressionante visto dal mondo. Mezzo mondo comincia a pensare che non è possibile che gli italiani siano così. Purtroppo credo che ritroveremo di fronte a quello scenario e credo che bisognerà combattere”. Bersani commenta con queste parole il possibile ritorno in campo di Silvio Berlusconi alle elezioni del 2013.

Il segretario del Pd era partito, nel suo ragionamento, dalle immagini e le interviste a chi ha partecipato alla crociera del Giornale con a bordo l'ex premier. Bersani tiene a sottolineare di non voler prendere in giro nessuno: "Il problema non è la crociera. E' l'ospite...".

Poi una riflessione sulla crisi, che non si affronta solo con i “muscoli dei lavoratori”, bisogna mettere in campo politiche industriali e lavorare sulla produttività, non solo “a spot”. Per Bersani "C’è un welfare da mantenere, non possiamo mica mandare i carri armati".

E RENZI ATTACCA - Quasi contemporaneamente, sulla Enews di Matteo Renzi, si legge: le primarie "sono un’occasione straordinaria e strepitosa. Qualcuno vorrebbe eliminarle, altri circoscriverle: che errore!". Il sindaco 'rottamatore' è anche ospite a Otto e Mezzo su La 7 e, sempre a proposito di primarie, sottolinea come cambiare in corso le regole sia "discutibile".

"Vorrei capire perché improvvisamente quest'anno non vanno più bene", dice Renzi. "Capisco che i sondaggi comincino ad impaurire qualcuno...", aggiunge. Renzi constata poi come "quasi tutti i leader del nostro schieramento fanno a gara ogni giorno, a chi fa la dichiarazione più cattiva".

Ma, assicura il candidato del centrosinistra, “se prendo un milione di voti, perché di questo si parla quando parliamo di vincere le primarie, mi sono alleato con i cittadini e mi sento vincolato al programma che ho stipulato con loro, che sono più importanti dei vari Vendola e Casini”.

Quindi il cambio di rotta su uno degli argomenti più delicati del momento: "Sono deluso da Marchionne". Con una precisazione però: "Non sono io che devo cambiare idea rispetto al mio sì 'senza se e senza ma’ al referendum che decideva su Fabbrica Italia. E’ lui che ha cambiato idea ed ora deve spiegare perché"’.

Infine, Renzi dice la sua sulla nuova legge elettorale: "Sono contrario ad una riforma della legge elettorale proporzionale. Per il Pd sarebbe abdicare al proprio ruolo, sarebbe una riforma vergognosa ed inaccettabile".

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