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Crisi Pdl, 5 'fedelissimi'
di Berlusconi se ne vanno
e fondano 'Italia libera'

Bertolini: "La possibilità
di rinnovare il Pdl non esiste più"

Mentre il segretario del Pdl Angelino Alfano si arrabatta sulle date possibili delle affollate primarie di centrodestra, il partito perde i pezzi, e nasce 'Italia libera'. Per ora sono in 5: Isabella Bertolini, Gaetano Pecorella, Giorgio Stracquadanio, Franco Stradella e Roberto Tortoli

Isabella Bertolini (Ansa)
Isabella Bertolini (Ansa)

Roma, 22 novembre 2012  - Mentre il segretario del Pdl Angelino Alfano si arrabatta sulle date possibili delle affollate primarie di centrodestra, il partito perde i pezzi, e nasce 'Italia libera', formazione per ora composta da cinque parlamentari che sperano di diventare presto almeno 20.

NASCE ITALIA LIBERA -  Il malumore viene da lontano, dall’agosto 2011, ma solo oggi cinque deputati del Pdl hanno scelto di rompere gli indugi e formare un proprio gruppo parlamentare, Italia Libera. Si tratta di Isabella Bertolini, Gaetano Pecorella, Giorgio Stracquadanio, Franco Stradella e Roberto Tortoli.

Cinque fedelissimi di Silvio Berlusconi che hanno scelto di separarsi dal Pdl per continuare sulla strada intrapresa quando scelsero Forza Italia e che non è più quella del partito di Via Dell’Umiltà. Sono in cinque oggi, ma saranno in venti (quanto basta per iscrivere il gruppo parlamentare alla Camera) a fine settimana, come sottolineato da Bertolini.

“Era il 12 agosto del 2011, quando di fronte alle proposte tremontiane dicemmo che, in quel caso, non avremmo votato con il governo”, spiega Stracquadanio in conferenza stampa: “Alfano era in vacanza, disse che si trattava id un temporale estivo. Ma a novembre il governo Berlusocni cadde”. Con quella proposta di legge economica, per i fuoriusciti del Pdl, il partito aveva perduto definitivamente la sua spinta propulsiva liberale.

Ciò che è avvenuto dopo non ha aiutato a ricomporre i dissidi: “Oggi prendiamo atto con amarezza che la possibilità di un rinnovamento del Pdl non esiste più”, esordisce Isabella Bertolini: “Serve quindi una nuova proposta liberal democratica. Dal 2008 il Pdl ha perso il governo del Paese e i due terzi dei suoi elettori, passando da circa il 38 per cento dei consensi a circa il 14-15 per cento. Abbiamo perso gli eletti sul territorio e un sistema di alleanze che era stata una grande intuizione di Belrusconi”.

La Bertolini cita prima la fuga dei moderati, rappresentati dall’Udc, poi quella di un pezzo fondante del Pdl incarnato da Gianfranco Fini e da quanti oggi si trovano in Fli, infine la Lega, a cui il Pdl ormai fa concorrenza “sul piano del populismo”. Rispetto a tutto cio’, Bertolini spiega di “non cercare una casa politica, ma di guardare con interesse a quanto stanno facendo Montezemolo, Casini e Fini, Oscar Giannino”, per riorganizzare il fronte moderato e liberal.

LA NUOVA FORZA ITALIA - “In perfetta sintonia con il savio e leale Sandro Bondi, sono fermamente contrario e da sempre alle primarie del Pdl”, dice Giancarlo Lehner. Tuttavia, prosegue, “se proprio si dovranno celebrare, non potrò che votare e far votare al meglio, per evitare implosioni, atomizzazioni e scissioni. Non ho mai risparmiato critiche ed ironie verso il segretario del Pdl, tuttavia, essendo l’unico candidato politicamente apprezzabile, come presidente di Nuova Forza Italia, agli oltre centomila aderenti all’associazione, do’ senz’altro indicazione di votare Angelino Alfano. Non avendo chiesto nulla in cambio, potro’, comunque, esercitare il mio diritto-dovere, dentro il partito, al ragionamento critico”.

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