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Grillo, nessuna espulsione
Salvi i senatori 'dissidenti'
M5S alle Camere: "Più tagli"

Votazione per alzata di mano, confermati i "traditori"

Nessuna espulsione dei senatori ‘dissidenti’ 5 Stelle. L'assemblea dei parlamentari grillini si è conclusa con una votazione che ha rinnovato la fiducia al gruppo dei senatori che hanno votato per Grasso

Roberta Lombardi e Vito Crimi, capogruppi  di M5s rispettivamente di Camera e Senato (Lapresse)
Roberta Lombardi e Vito Crimi, capogruppi di M5s rispettivamente di Camera e Senato (Lapresse)

Roma, 20 marzo 2013 - Nessuna espulsione dei senatori ‘dissidenti’ 5 Stelle. Secondo quanto si apprende, l’assemblea dei parlamentari grillini si è conclusa con una votazione che ha rinnovato la fiducia al gruppo dei senatori che hanno votato per Grasso alla presidenza di Palazzo Madama.

Secondo quanto si apprende, nell’assemblea dei parlamentari grillini a Montecitorio, i senatori che sabato scorso hanno deciso di votare per Pietro Grasso, invece che scheda bianca, hanno spiegato quanto è accaduto prima di quella votazione al Senato, hanno spiegato la loro ragioni e i deputati hanno fatto delle domande per avere dei chiarimenti. Poi, sempre secondo quanto viene riferito, è stato deciso “a stragrande maggioranza di confermare la fiducia a tutti i senatori”, con una votazione per alzata di mano. Il codice di comportamento, viene ricordato dall’interno del Movimento, prevede che se c'è chi vota in difformità dalla maggioranza, la maggioranza può mettere in votazione il suo operato.

LE POLEMICHE DEL GIORNO - In precedenza, i due neo-responsabili della comunicazione del M5s, Claudio Messora e Daniele Martinelli, avevano polemizzato con i giornalisti e hanno fatto sapere che interrompono i contatti con la stampa. Due post separati sui propri profili Facebook ma analoghi nella sostanza. “La macchina del fango è entrata subito in azione - lamenta Messora - In mancanza di una ben precisa notizia di crimine da addebitare, sono passati alla diffamazione creativa: usano titoli che poi gli stessi articoli richiamati smentiscono”. Messora si rivolge ai “giornalisti onesti”, invitandoli ad “iniziare una guerra di liberazione da questi pseudo-omuncoli che sputtanano tutta la categoria. Se il Movimento Cinque Stelle non parla con nessuno (e d’ora in poi neppure io) è solo colpa loro”.

Dalla sua pagina Fb fa eco Martinelli: “Sono stato nominato consulente di un gruppo parlamentare e vengo trattato da giornali e tv come un addetto stampa che fa da megafono al Movimento. Questi non hanno ancora capito che saranno i deputati del Movimento a parlare della loro attività politica. Il mio compito è solo quello di ottimizzare la loro comunicazione. La mia comunicazione, è personale. Non è quella del Movimento. Siccome le tivù e i giornali mi stanno spacciando come il Capezzone della situazione, ho deciso che non parlerò più con nessuno, tranne che coi deputati della Camera”.

GRILLO E GLI STIPENDI - Intanto Beppe Grillo ha lanciato l'ennesima sfida sugli stipendi dei parlamentari chiamando in caso Grasso e Boldrini. “Boldrini e Grasso possono rinunciare all’indennità di carica e dimezzarsi l’indennità da parlamentare, come dei veri cittadini a 5 Stelle, ed essere d’esempio a tutti i parlamentari”, scrive Beppe Grillo sul suo blog, aggiungendo: "'Fatelo voi!’, come ha urlato Dario Fo dal palco dello Tsunami Tour ai 100.000 di Milano. Boldrini, Grasso, assumetevi la responsabilità che il vostro ruolo impone, chiedete il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari e la rinuncia dei rimborsi elettorali. #FateloVoi!”.

E BOCCIA SFIDA I GRILLINI - "Sulle proposte di Bersani il M5S farà fatica a dire di no”, è convinto Francesco Boccia del Pd, intervenuto ad ‘Omnibus’ su La7. “I provvedimenti che verranno presentati - ha detto - sono nell’esclusivo interesse del paese e non sono marchiati da un furore ideologico, ammesso che ci sia”.
Per Boccia il M5S non solo “andrà in crisi” ma “farà fatica a frenare i tanti Vacciano”, ha detto riferendosi al ‘grillino’ che ha votato il candidato del Pd al Senato Pietro Grasso. E “se dovesse dirci no - osserva - dirà no a cose che hanno reclamato in campagna elettorale”.

ZANDA: BENE QUESTORE GRILLINO - “Non sarei affatto contrario”, cosi’, nel corso di Radio Anch’io, il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda risponde alla domanda sulla possibilità che l’incarico di questore vada a un eletto del Movimento Cinque Stelle.

SCUSE DOPO LO SCHERZO -  “Ho un debito. alla fine di tutta la questione telecomunicativa con i sosia radiofonici dell’Onorevole Vendola, io ho fatto un po' la figura del Calandrino di turno (GUARDA IL VIDEO) - scrive su Facebook il senatore M5s Francesco Campanella -ma chi ci ha perso senza averne alcuna colpa è proprio l’onorevole Vendola, che si è trovato oggetto di un attacco tanto virulento quanto inatteso ed ingiustificato. Non c’era ombra di malafede nel mio comportamento, ma l’accusa era tale che se l’avessero fatta a me, mi sarei imbestialito. So cosa vuol dire essere oggetto di attacchi immotivati e so che lasciano un sapore amaro. Gli devo le mie scuse”.

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