Terzo 'V-day' a Genova, Grillo: "Impeachment per Napolitano". E' guerra di numeri sulla piazza

Genova, grillini arrivati da tutt'Italia, con un collegamento via Twitter da San Francisco. La parola d'ordine è 'Oltre'. Ovazione per Dario Fo, duetto con il leader del Movimento 5 Stelle. Letta risponde a Grillo: "Troppe spinte estremiste in Italia". E Renzi replica: "Chi è in parlamento deve dire cosa vuole fare"

Genova, 1 dicembre 2013 - E’ iniziata con la musica il v-Day di Genova, il terzo dopo quelli del 2007 e 2008 di Bologna e Torino, ma il primo da quando i 5 stelle sono entrati in Parlamento. Non è ben chiaro quante persone fossero in piazza, c'è chi parla di 40.000, Mentana dice 150.000, mentre Grillo su Twitter parla addirittura di 200.000. Sta di fatto che i grillini, amareggiati e stupiti hanno ripetuto più volte "eravamo in tanti, ma pensavo fossimo di più". L'evento clou è stato ovviamente l'intervento di Grillo, che ha attaccato Napolitano, i politici in generale e ha chiesto un referendum sull'euro.

FOTO: IL POPOLO GRILLINO INVADE GENOVA

VIDEO: A QUESTI PARTITI DAREMO L'ESTREMA UNZIONE

GRILLO SUL PALCO - “Non c’è più niente da sfasciare, diamo l’ estrema unzione a dei cadaveri” della politica “che si aggirano”, scandisce ai microfoni di Sky Beppe Grillo prima di salire sul palco. Poi si scalda con le battute: “Avete controllato se c’è Casini sul marciapiede?”, E spiega: "Siamo entrati dentro e abbiamo tolto la finta sacralità del Parlamento: ci abbiamo messo dentro i cittadini".

Poi l'attacco al governo: “Sono mesi che parlano di Imu, Ici, Iuc e altro ma ormai si sono persi. Non sanno più neppure loro di cosa parlano. Sono degli zombi. Non non vogliamo piu’ neppure inveire su di loro”.

Grillo ricorda l’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini: "E' stato l’ultimo a parlare qui in piazza della Vittoria a Genova. Se fosse vivo verrebbe qui a parlare anche lui”. “Pertini parlò qui contro il governo Tambroni” ha ricordato Grillo.

UN CRESCENDO DI SLOGAN - "Sono fiero di essere un populista insieme a voi. E siamo populisti arrabbiati”. E così attacca letta -  “Letta ha fatto tutta la vita il nipote di suo zio” - i sindacati - "sono esattamente come i partiti, bisogna andare oltre" - ma sorattutto il capo dello Stato: "E’ pronto l’impeachment per Napolitano. Rimarrai da solo, la tradirai da solo l’Italia, dobbiamo rifare il Paese". GUARDA IL VIDEO

Quanto alle elezioni europee, Grillo ha pronto un programma in sette punti per "vincere, dobbiamo vincere e vinceremo”. E continua: “Da qui deve partire una rivoluzione culturale e politica. Qui a Genova abbiamo inventato tutto. Non è più un sogno, siamo oltre. Dobbiamo andare a scoprire un mondo che c’è già, un mondo diverso fatto di solidarietà. Abbiamo 8 milioni di poveri. Dobbiamo fare pulizia, dobbiamo mandare a casa i politici”. E la piazza ha risposto “Tutti a casa, tutti a casa”.

REFERENDUM SULL'EURO - Il piano economico è chiaro: “Vogliamo un referendum per votare se rimanere dentro l’euro. Perché ci hanno truffato, ci siamo trovati dentro l’euro senza poter dire nulla”. Sulla legge elettorale attacca: "Questi politici sono mentitori, ci dicono che siamo per il Porcellum quando abbiamo raccolto migliaia di forme contro. Ma toglieremo loro la linfa, se vorranno fare politica dovranno fare come noi che non abbiamo sponsor del cazzo, né soldi pubblici ma abbiamo raccolto 200 mila euro di donazioni per organizzare questa giornata”.

Parla anche del papa, il leader dei 5 stelle: “Siamo andati oltre la piazza, ma ricordatevi quando è nato il Movimento, è nato il 4 ottobre, il giorno di San Francesco, siamo arrivati prima del Papa Francesco. Anche lui è grillino”. E ancora: "Aboliamo anche le regioni, facciamo un upgrade dopo le province”. “Ci siamo persi tutto, anche la solidarietà dei nostri figli. Non voglio un Paese che fa emigrare i giovani, i nostri figli non devono emigrare. Voglio un Paese che fa restare i nostri figli in Italia”.  

DARIO FO - Un breve 'duetto' comico tra il premio Nobel Dario Fo e Beppe Grillo ha introdotto la 'lectio' sulla cultura di Fo. "Guarda Dario quanti sono, son quasi tutti i genovesi... sono sulle spese". "Li ho visti e sono tanti, tantissimi", ha risposto Fo. Un’ovazione ha accolto il premio Nobel per la Letteratura. Fo ha sostenuto che il debito maturato con la frode dei derivati e dei titoli spazzatura "continuano a pagarlo i disoccupati, le donne e i giovani. Una rapina portata a buon fine non per salvare il paese ma per salvare le banche e le multinazionali". Il Nobel ha poi detto che i responsabili culturali dei vari governi che si sono succeduti alla guida dell’Italia "sempre meno hanno ritenuto importante investire in sapere. Infatti quando un governo deve nominare un ministro alla cultura sceglie sempre un incapace, personaggi di scarto che non si saprebbe dove mettere". "A questo proposito - ha detto Fo - ricordo un nostro ministro all’Economia, un certo Tremonti, che con prosopopea disse che con la cultura non si mangia. Una imbecillità galattica".

LA DEFEZIONE DI ASSANGE -  “Assange doveva essere qui con noi, inviando un videomessaggio, ma lo hanno sconsigliato. Lui è uno che rischia la pena di morte negli Stati”. Così Beppe Grillo, nel suo intervento al Vaffaday 3 in piazza della Vittoria a Genova. “Le cose si possono cambiare credetemi - ha continuato Grillo - Assange ha mandato migliaia di file alla magistratura spagnola con intercettazioni in cui si parla di azzerare le economie del Sud America, voci imbarazzanti per i gestori del sistema economico occidentale, e anche questo sta facendo cambiare molte cose”.

IL SALUTO ALLA PIAZZA - "Riuscire a fare una manifestazione così a Genova, nella mia città mi ha commosso. Grazie", ha concluso il leader di M5S dal palco del V-day a Genova. "Siete stati splendidi - ha aggiunto - avete resistito al freddo. E' stato toccante, non lo dimenticherò mai". Grillo ha presentato Cristiano De Andrè che ha iniziato a cantare suonando la chitarra. Prima di lui si era esibito un altro cantautore della scuola genovese, Francesco Baccini. Sceso dal palco, Grillo si è avvicinato ai giornalisti ai quali ha detto: "bello, bello" e a chi gli ha chiesto se ora l'obiettivo sono le elezioni europee ha risposto: "si, si". E' poi salito in auto e si è allontanato, inseguito per un breve tratto dalle telecamere.

LETTA: "TROPPE SPINTE ESTREMISTE" - "Viviamo un tempo di crisi economica e sociale caratterizzata dalla paura, e dalle spinte all’estremismo, all'odio, all’intolleranza: spinte che in Italia stanno crescendo in modo preoccupante", ha detto il premier Letta alla sinagoga di Roma, rispondendo in modo implicito alle parole di Grillo.

RENZI - "I 5 stelle hanno chiamato in piazza i cittadini per fare cosa? Per insultare", ha detto in serata Renzi durante un'iniziativa del Pd. "Ma chi ha 160 parlamentari può fare il vaffa day?, ha proseguito il sindaco fiorentino. No, chi ha una rappresentanza in Parlamento deve dire che cosa vuole fare. Se vinciamo noi le primarie tutto cambierà", ha poi concluso.

ARRIVI DA TUTT'ITALIA - Fin da mezzogiorno alcune centinaia di ‘grillini’ si erano radunati sotto il palco a fianco della Questura e nelle aree limitrofe. Dalle 8 sono arrivati i bus provenienti da ogni parte d’Italia, sette da Torino, più di 10 quelli da Roma e Milano, 3 da Firenze, in arrivo quelli da Bologna, Bari, Salerno, Modena, Empoli e Firenze. Già giunti i pullman dell’hinterland di Monza e della Brianza. Tanti i ‘pentastellati’ arrivati con i treni da Veneto, Campania e Lazio Collegati in diretta via twitter anche da San Francisco: “We’ll watch the V-Day from California and planned a meetup to present the 5 Stars Movement in Bay Area and Silicon Valley”.