Bossi incalza: «Pronto alla sfiducia per
di FLAVIA BALDI
MILANO
SEMPRE più convinto che lunica «via duscita» dalla situazione politica attuale sia «andare alle urne appena si può», Umberto Bossi, quasi alla vigilia della tre-giorni dei popoli padani, alza i toni. Le elezioni anticipate? «Dipendono da Berlusconi: se le vuole, si fanno». Due le strade, secondo ...
MILANO
SEMPRE più convinto che lunica «via duscita» dalla situazione politica attuale sia «andare alle urne appena si può», Umberto Bossi, quasi alla vigilia della tre-giorni dei popoli padani, alza i toni. Le elezioni anticipate? «Dipendono da Berlusconi: se le vuole, si fanno». Due le strade, secondo ...
di FLAVIA BALDI
MILANO
SEMPRE più convinto che lunica «via duscita» dalla situazione politica attuale sia «andare alle urne appena si può», Umberto Bossi, quasi alla vigilia della tre-giorni dei popoli padani, alza i toni. Le elezioni anticipate? «Dipendono da Berlusconi: se le vuole, si fanno». Due le strade, secondo il leader della Lega:«Sono possibili le dimissioni di Berlusconi, o un voto di sfiducia da parte della Lega», sui cinque punti del patto programmatico della maggioranza.
In caso di caduta del governo Berlusconi, e per colpa del fuoco amico, la parola spetterebbe naturalmente al presidente Napolitano. I due leader del centrodestra dicono di avere chiesto un incontro al Quirinale. Il Senatùr spiega: «Vedremo Napolitano tra tre o quattro giorni». Peccato che lo stesso Presidente faccia sapere: «Gli incontri li prevedo quando mi vengono richiesti: fino a questo momento non ho ricevuto nessuna richiesta».
QUANTO allipotesi bossiana di sfiducia al governo, Giorgio Napolitano commenta: «E un problema puramente politico su cui non mi pronuncio. E un annuncio, una scelta, non so come definirlo, di cui posso solo prendere atto».
LUmberto Bossi, che nel pomeriggio si ferma a parlare a Montecitorio con i cronisti, ha abituato ai colpi di teatro, soprattutto alla vigilia di eventi come Pontida o la festa di Venezia. Così, quando i giornalisti gli chiedono come potrebbe giustificare un voto di sfiducia a un governo di cui è parte importante, Bossi replica: «I nostri elettori, a differenza di quello che dice Fini, sono padani e vogliono la Padania libera. Del resto non si preoccupano».
Umberto Bossi è reduce da un incontro con Giulio Tremonti e Roberto Calderoli. Hanno fatto il punto sui decreti attuativi del federalismo fiscale che dovrebbero (se le Camere non saranno sciolte) essere approvati entro lanno. In mattinata il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto ha annunciato che il premier Berlusconi riferirà in Aul sulla situazione politica tra il 28 e il 30 settembre.
Ma il ministro delle Riforme scalpita. E da agosto che fa pressing sul premier, convinto che lunica soluzione per chiarire le cose con Fini sia tornare alle urne. Il ventilato incontro con il presidente Napolitano è unidea del leader leghista. Dice: «Lo vedremo tra 3 o 4 giorni, ma prima devo andare in montagna (venerdì, sul Monviso, per la festa dei popoli padani, ndr)». In caso di sfiducia o dimissioni cè il rischio del governo tecnico. Ma il leader leghista alza di nuvo i toni: «Il governo tecnico non mi piace perchè le elezioni le abbiamo vinte noi, ci sono in giro già tanti cornuti». Andare al voto «dipende da Napolitano», però, butta lì, «immaginate se io e Berlusconi portassimo dieci milioni di persone a Roma...».
A GIANFRANCO Fini, il leader leghista dedica poche parole. Commenta il no del presidente della Camera a lasciare il suo scranno con un lapidario: «Ognuno si fa uccidere dallelettorato come vuole». E poi aggiunge un gesto reso celebre dal napoletano Totò: una pernacchia.
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