— NEW YORK —
NON SOLO Julian Assange rimane l’uomo più ricercato del mondo, ma Barack Obama fa nascere una ‘Interagency Policy Committee for Wikileaks’ che di è fatto è una vera task force per bloccarlo, o meglio bloccare altre fughe di documenti e notizie dell’amministrazione americana. Assange, che la mamma continua a dire «per me è un eroe», da almeno una settimana ha fatto perdere le proprie tracce. Già da mesi dormiva sempre in posti diversi ogni sera e pagava sempre in contanti, usando solo telefonini criptati e usa e getta. La caccia all’uomo adesso è diventata anche una vera e propria questione di prestigio nazionale.


SI CHIAMA Russell Travers l’uomo che dovrà impedire un nuovo caso Wikileaks e ridurre il danno provocato dalle ultime rivelazioni. L’anti-Assange è attualmente vice direttore del centro informativo dell’antiterrorismo. Obama gli ha affidato il compito di «guidare le riforme strutturali necessarie alla luce delle violazioni determinate da Wikileaks». Visto che Interpol, Fbi , Cia e persino i servizi segreti russi (dal momento che starebbe per pubblicare scottanti rivelazioni sulla corruzione a Mosca) sono sulle sue tracce, la sua latitanza ha tutte le premesse per diventare epica. Se gli investigatori dell’ Interpol funzionano, visto che si allargano su una rete di 188 paesi, che tanto la Svizzera come l’Equador non hanno alcuna intenzione di riconoscergli asilo, che alcuni dei suoi ex soci hanno creato un sito parallelo a Wikileaks perché dicono «Julian non ha il senso delle proporzioni, ha completamente perso la testa e si muove come un dittatore che non ascolta nessuno», dovrebbe avere le ore contate. Intorno a lui stanno facendo terreno bruciato. Ufficialmente l’unica accusa formale contro di lui è una debole denuncia per stupro in Svezia. Sul suo nome c’è scritto ‘red notice’, l’equivalente di un mandato di cattura internazionale.
Giampaolo Pioli