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Calderoli prepara le barricate leghisteBossi: «Unica via è l’indipendenza»
Rossella Minotti MILANO «LA LEGA farà le barricate in Parlamento per la difesa delle famiglie e delle imprese, sempre che con misure del genere Monti riesca ad arrivare a mangiare il panettone, cosa di cui dubito fortemente...». Il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord Roberto Calderoli si tira su le ...
Rossella Minotti MILANO «LA LEGA farà le barricate in Parlamento per la difesa delle famiglie e delle imprese, sempre che con misure del genere Monti riesca ad arrivare a mangiare il panettone, cosa di cui dubito fortemente...». Il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord Roberto Calderoli si tira su le maniche della camicia verde e si prepara alla lotta. Si comincia oggi, con le barricate, dal Parlamento del Nord, dove Bossi lancia la sua nuova strategia, strillata dalla Padania: «Lindipendenza è lunica via. Ma sia consensuale». Lidea è secessione ad ogni costo, magari istituzionale creando un asse tra le regioni del Nord e lEuropa. Idea che piace anche a qualcuno del Popolo della Libertà. E non a caso è previsto per domani leccezionale ingresso di un esponente pidiellino nella roccaforte del Carroccio. In via Bellerio, insieme a Roberto Cota, Luca Zaia e al suo vice Andrea Gibelli, ci sarà Roberto Formigoni. Un minivertice voluto da Calderoli, guardato con estremo sospetto dalle altre correnti pidielline, anche se Ignazio La Russa si affretta a dire che «è un buon segnale». In realtà il presidente della Regione Lombardia sta mandando segnali inequivocabili al governo tecnico: «Non potremo fare sconti. Sappiamo delle difficoltà del Paese ma sul trasporto pubblico locale e sul welfare non è pensabile di essere penalizzati con labbattimento dei trasferimenti dallo Stato. La manovra non può essere solo depressiva». Intanto oggi a Vicenza dopo quasi cinque anni torna a riunirsi il Parlamento padano, lorganismo creato dal Carroccio nel 1997 (presidente Francesco Speroni) quando il sogno secessionista era al massimo del suo fulgore. Lavevamo rivisto nel 2007 con lacclamazione di Roberto Maroni. E rieccolo oggi con la probabile incoronazione dellex ministro Calderoli. Una giornata nostalgica, quella di oggi per la Lega. Ma anche loccasione per ritrovare radici che possono rivelarsi attuali. Lha capito Roberto Maroni, che ha molto sponsorizzato una commemorazione di Gianfranco Miglio che riproponga la sua idea delle macro-regioni, sullesempio di quello che sta accadendo in Catalogna e nei Paesi Baschi. MA NON TUTTI i vertici leghisti sono entusiasti di questa riunione vicentina. A cominciare dai governatori Cota e Zaia che hanno dovuto dire no a Mario Monti. Con istituzionale perfidia il premier ha infatti invitato proprio questa mattina i presidenti di regione a Roma. Sdegno dei presidenti leghisti, che però hanno giocato danticipo incontrando ieri il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda. Un incontro «lungo e approfondito», durato oltre unora, al termine del quale i governatori hanno espresso forte preoccupazione per i tagli alla sanità e al trasporto pubblico locale. In Fiera si comincia alle nove e mezza. Il Parlamento del Nord offre ai giornalisti una sala stampa con maxischermi. Ora la Lega di lotta ha bisogno degli odiati giornalisti. Si termina intorno alle 14. Poi pranzo dei big del Carroccio a Montichiello di Fara e alle 14.30 inaugurazione di quella che diventerà la sede stabile dellAssemblea: villa La Favorita di Sarego, residenza barocca del XVIII secolo dove dovrebbero tenersi con cadenza mensile, salvo urgenze, i lavori dellassise. Obiettivo: indipendenza. Magari rilanciando lidea del referendum che consenta una separazione consensuale del Nord dal Sud.