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Le critiche Cgil: «Guai in arrivo»Ma la Marcegaglia sta con Monti

Beatrice Bertuccioli
ROMA
PER la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, le liberalizzazioni sono «sacrosante», mentre per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, le «intemperanze liberalizzatrici porteranno dei guai». Ieri, il giorno dopo il varo da parte del governo del decreto per la concorrenza e le liberalizzazioni, i leader di Confindustria ...
Beatrice Bertuccioli
ROMA
PER la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, le liberalizzazioni sono «sacrosante», mentre per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, le «intemperanze liberalizzatrici porteranno dei guai». Ieri, il giorno dopo il varo da parte del governo del decreto per la concorrenza e le liberalizzazioni, i leader di Confindustria e di Cgil si sono confrontate a Bergamo, in occasione dell’assemblea annuale della Fondazione Italcementi.
Per Emma Marcegaglia «le liberalizzazioni sono sacrosante» perché «liberano energia» e smantellano «condizioni di privilegio». Per la prima volta, osserva, il governo ha toccato tutte le categorie e «c’è un disegno complessivo, che nel medio periodo rimetterà in moto energia e merito: tutti saremo uguali e chi è capace di stare sul mercato, ci resterà, e chi no, non ci starà». Per questo avverte: «Ci saranno strilli: lasciamoli strillare. L’importante è che il governo vada avanti con la barra dritta».

DIVERSO il giudizio di Susanna Camusso, secondo la quale adesso sono «tutti entusiasti perché si liberalizza tutto», mentre a suo avviso in particolare le liberalizzazioni degli orari dei negozi «porteranno dei guai». Osserva la leader di Cgil, che «c’è una tendenza a dire che bisogna prolungare l’orario di lavoro», pensando che si debba «occupare tutto il tempo disponibile». Ma in questo modo, osserva Susanna Camusso, si «deprezza la cura delle persone, la salute, l’idea che si possano avere attività che riguardano il tempo libero, la costruzione della cultura, la lettura».

ED ESPRIME perplessità, il segretario della Cgil, anche sull’affermazione, fatta dal governo, secondo cui le liberalizzazioni, in futuro, faranno crescere i salari del 12 per cento. «Se il governo ha detto questo, ha detto una cosa di cui non se ne capisce la natura. Una cosa — sottolinea — è dire che il Paese può riprendere a crescere attraverso le liberalizzazioni, perché ci possono essere elementi di risparmio, altro è parlare di aumento dei salari».
Per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, il decreto sulle liberalizzazioni rappresenta «un primo segnale di rottura con il passato». Ma il governo Monti, avverte, «non pensi di essere autosufficiente», perché «con il dialogo sociale si può fare ancora di più e meglio». E anche il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, sostiene che le liberalizzazioni «rappresentano un passo verso la crescita», ma sostiene che «occorre verificarne l’efficacia» e, in ogni caso, «si poteva fare di più».

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