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«No a migliaia di nuove aperture»I farmacisti verso la serrata

ROMA
È SCONTRO tra farmacisti e governo dopo il via libera del Cdm al decreto Liberalizzazioni con il quale si prevede, per il settore, l’apertura di oltre cinquemila nuove farmacie sul territorio nazionale, sconti e orari ‘allargati’, mentre resta di pertinenza delle farmacie la vendita dei farmaci di fascia C. ...
ROMA
È SCONTRO tra farmacisti e governo dopo il via libera del Cdm al decreto Liberalizzazioni con il quale si prevede, per il settore, l’apertura di oltre cinquemila nuove farmacie sul territorio nazionale, sconti e orari ‘allargati’, mentre resta di pertinenza delle farmacie la vendita dei farmaci di fascia C. Federfarma, in rappresentanza delle circa 18 mila farmacie private italiane, boccia infatti il provvedimento ed annuncia un probabile sciopero per il primo febbraio se il Parlamento non modifichera’ il testo del decreto.

«NOI abbiamo sempre detto che siamo disponibili ad un confronto, al momento negato — spiega la presidente di Federfarma AnnaRosa Racca — e abbiamo più volte dichiarato che siamo favorevoli a nuove aperture pari a circa il 10% del totale delle farmacie esistenti, ma con questo decreto si potranno aprire alla fine settemila farmacie, con il conseguente impoverimento di tutto il servizio a danno dei cittadini». In tal senso Federfarma chiede un incontro «urgente» con i rappresentanti parlamentari affinchè siano introdotte modifiche al provvedimento. Altrimenti, annuncia Racca, «seppur nel pieno rispetto della legalità e senza danneggiare i cittadini, che sono il nostro punto di riferimento, saremo costretti a forme estreme di protesta».

UNA posizione, quella di Federfarma, duramente criticata dal senatore del Pd Ignazio Marino. E critiche arrivano anche dai farmacisti titolari di parafarmacie, che contestano la mancata liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C: «Lo sciopero di Federfarma è un atto arrogante contro i cittadini» afferma il presidente del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, Vincenzo Devito. Il dibattito resta acceso, soprattutto per la richiesta delle associazioni delle parafarmacie di portare la vendita dei farmaci di fascia C fuori dalle farmacie. Su questo punto, l’altro ieri il comunicato del Cdm parlava di una ‘estensione’ della vendita di tali farmaci, innescando interpretazioni molteplici. Successivamente, però, una nota di Palazzo Chigi ha precisato che «per mero errore materiale, nel comunicato stampa relativo ai lavori del Consiglio dei Ministri è comparso un riferimento alla vendita dei farmaci di fascia C che viceversa non ha formato oggetto di deliberazione da parte del Consiglio dei Ministri».

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