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Ambrosio sotto torchio: «Tutta colpa di Schettino»
Cristina Rufini GROSSETO «NON si vede come sto?». Poche le parole per i giornalisti di Ciro Ambrosio, 28 anni, primo ufficiale di coperta della Concordia, in risposta alla domanda sul suo stato danimo. Oltre cinque ore di duro confronto, invece, con il sostituto procuratore Stefano Pizza, assistito dal capitano di vascello ...
Cristina Rufini GROSSETO «NON si vede come sto?». Poche le parole per i giornalisti di Ciro Ambrosio, 28 anni, primo ufficiale di coperta della Concordia, in risposta alla domanda sul suo stato danimo. Oltre cinque ore di duro confronto, invece, con il sostituto procuratore Stefano Pizza, assistito dal capitano di vascello della capitaneria di Livorno, Gregorio De Falco, quello delle telefonate con Schettino che hanno fatto il giro di web e televisioni. Il giovane ufficiale, accusato di concorso in omicidio colposo plurimo, ha varcato la soglia della Procura poco dopo le 10 e ne è uscito alle 16. A piedi, insieme a uno dei due legali che lo assistono, lavvocato Salvatore Catalano, Ambrosio se ne è andato piuttosto provato dal faccia a faccia. Il legale ha spiegato come laccusa mossa al giovane ufficiale dipenda dal fatto «che era al comando in plancia quando la Concordia è salpata da Civitavecchia. Anche se ha aggiunto lavvocato nel corso della navigazione Ambrosio era stato esautorato dallo stesso Schettino che aveva preso il comando della nave». A cinque miglia dal Giglio, infatti, lufficiale si è fatto da parte su ordine dello stesso Schettino, che ha inserito il timone manuale. «Chi comanda ha il potere di decidere autonomamente sulla rotta, è lui il responsabile», ha chiosato lavvocato Catalano, spiegando poi che la Costa non ha sospeso Ambrosio.
«NON VEDO perché avrebbe dovuto farlo, considerando che è accusato di un reato colposo e non doloso. E peraltro lui è sceso per ultimo dalla nave, quando dalla sua parte non cera più nessuno, e ha raggiunto a nuoto lo scoglio dove già cera Schettino». Il primo ufficiale era accompagnato dal padre, che si è limitato a dichiarare che «mio figlio è abbastanza sereno e certamente ne uscirà». Il comandante De Falco, che ha presenziato come consulente tecnico, ha lasciato la Procura un quarto dora prima dellindagato, senza dichiarazioni. Vibrante difesa della condotta di Francesco Schettino è arrivata dal presidente del sindacato Capitani di lungo corso. «La pratica dellinchino è abituale ha sostenuto Antonino Nobile . Sono stupidaggini che si fanno per far divertire le passeggere. E peraltro in Italia ci sono molti più morti sulle strade in un weekend che in un naufragio. Schettino è uno di noi e non lo abbandoneremo mai. Noi non lo sospenderemo». Da questa posizione, però, hanno preso fermamente le distanze i comandanti delle navi della flotta di Costa Crociere: «Certe affermazioni sminuiscono il lavoro che facciamo ogni giorno. E in un momento così triste rifiutiamo di banalizzare il tragico bilancio con paragoni di cattivo gusto».
LE OPERAZIONI compiute dai palombari per aprire un nuovo varco nel relitto con microcariche esplosive hanno intanto fatto slittare da oggi a domani linizio dello svuotamento del carburante.