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Il limite riguarda anche donazioni, eredità e prestiti ad amici o parenti. La legge non impone limiti a prelievi e versamenti, ma le banche di fronte a prelievi sospetti sono tenute a denunciare i movimenti per l’antiriciclaggio
MILANO, 31 gennaio 2012 - SIAMO il Paese più affezionato ai contanti. Non usciamo di casa senza avere almeno 65 euro in tasca e per abitudine o paura delle frodi facciamo quasi una spesa su due usando le banconote e addirittura oltre il 90% degli acquisti al dettaglio. Ma con la manovra Monti del 6 dicembre dobbiamo imparare a cambiare abitudini, perché già dal mese scorso è vietato utilizzare il contante per pagamenti (dalla spesa al dentista, dall’artigiano al commercialista) da mille euro in su. E da domani finisce anche il periodo di sospensione delle sanzioni: chi sbaglia paga.
Ma cosa è cambiato nel sistema dei pagamenti? Ecco la fotografia scattata con l’aiuto di Fabio Picciolini, responsabile credito e finanza di Adiconsum. La stretta sul contante (per combattere il riciclaggio del denaro e l’evasione fiscale) è il divieto di pagare beni e servizi con somme in contanti pari o superiori a mille euro (prima erano 2.500 euro). Il limite riguarda anche donazioni, eredità e prestiti ad amici o parenti. Da mille euro in su, quindi, si deve pagare con strumenti che lasciano una traccia: bancomat, bonifici, carte di credito o carte prepagate. Si possono utilizzare anche assegni, purché «non trasferibili».
La legge non impone limiti a prelievi e versamenti, ma le banche di fronte a prelievi sospetti sono tenute a denunciare i movimenti per l’antiriciclaggio. Per aggirare il tetto dei mille euro non si possono fare pagamenti frazionati in contanti. Già le norme precedenti prevedevano che pagamenti frazionati nell’arco di quindici giorni per un solo o bene fossero considerati come un pagamento unico.
La stretta sul contante riguarda anche pensioni e stipendi, che possono essere riscossi in contanti solo se inferiori a mille euro. Dal 7 marzo la pensione non potrà più essere ritirata in contanti all’ufficio postale e i titolari di pensioni sopra i mille euro dovranno aprire entro il 29 febbraio un conto corrente bancario o postale (per il 2012 il Conto BancoPosta Più sarà gratuito per gli over 65), avere una carta prepagata, un libretto postale nominativo o una Inpscard su cui accreditare la pensione.
Per ridurre il disagio, il Governo ha previsto che da gennaio conti e libretti di risparmio con somme depositate inferiori a 5mila euro medi all’anno non paghino più l’imposta di bollo di 34,20 euro. Non solo: entro marzo le banche devono offrire conti base a basso costo e gratuiti per persone disagiate economicamente. Infine, i libretti al portatore entro il 31 marzo devono essere estinti o portati sotto i mille euro.
di Achille Perego