ROMA SI ALLARGANO le crepe nel rapporto tra parti sociali. La leader di Confindustria rilancia sullarticolo 18 e offre una sponda alla durezza del ministro Fornero: «Siamo daccordo con il governo sul fatto che la riforma va fatta e che, se laccordo non ci sarà, il governo andrà avanti». «La ...
ROMA SI ALLARGANO le crepe nel rapporto tra parti sociali. La leader di Confindustria rilancia sullarticolo 18 e offre una sponda alla durezza del ministro Fornero: «Siamo daccordo con il governo sul fatto che la riforma va fatta e che, se laccordo non ci sarà, il governo andrà avanti». «La flessibilità in uscita prosegue Emma Marcegaglia è un tema per noi importante, che non affrontiamo in termini ideologici, però pensiamo che il tema del reintegro deve valere e in modo molto chiaro per tutti i casi di atteggiamenti discriminatori o per i casi in cui oggi la legge dice che è nullo». Quindi, spiega, se «io licenzio una persona perché è di colore, perché è una donna, perché è musulmano, perché è di destra o di sinistra, la reintegra deve esserci assolutamente». Insomma, «cè una casistica molto chiara in cui la reintegra deve valere perché è un fatto di civiltà. E su questo noi siamo totalmente daccordo». Mentre, ha chiarito, «in tutti gli altri casi dobbiamo diventare europei, cioè ci deve essere unindennità di licenziamento». La numero uno degli industriali ha spiegato che «il ministro ha parlato di licenziamenti per motivi economici senza il tema della reintegra, ma solo con lindennità di licenziamento. Ecco ha sottolineato il tema dal nostro punto di vista va posto in modo un po più ampio, però questo tema è sul tavolo».
QUANTO al capitolo degli ammortizzatori sociali, Marcegaglia riferisce che «il Governo ha assicurato che cassa integrazione ordinaria e straordinaria sono strumenti che saranno mantenuti». In questo momento di crisi, ribadisce la presidente, «dobbiamo lasciare le forme di ammortizzatori che ci sono». In una logica futura, invece, «possiamo disegnare insieme un meccanismo con una presenza maggiore del sussidi di disoccupazione e qualche strumento in meno in termini di mobilità». Gli industriali hanno avanzato una proposta: bisogna fare in modo che un lavoratore che percepisce un sussidio e non accetta una proposta di lavoro perda il sussidio. Infine, la presidente di Confindustria cita le parole di Monti: «Il premier ha ragione, il posto fisso non esiste più. Dobbiamo prenderne atto».