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Rutelli nella buferaE nel partito fantasmavolano gli stracci

ROMA
NON È SOLO di maniera l’appello a fare presto che negli ultimi giorni è arrivato ai magistrati da tutti i maggiorenti della Margherita, da Franceschini a Letta.
Perché, mentre i pm provano a vederci chiaro sull’uso del ‘tesoretto’ di 13 milioni, e forse più, che l’ex cassiere Luigi Lusi ha ...
ROMA
NON È SOLO di maniera l’appello a fare presto che negli ultimi giorni è arrivato ai magistrati da tutti i maggiorenti della Margherita, da Franceschini a Letta.
Perché, mentre i pm provano a vederci chiaro sull’uso del ‘tesoretto’ di 13 milioni, e forse più, che l’ex cassiere Luigi Lusi ha ammesso di aver preso dalle casse del partito, si allungano ombre e sospetti dentro l’ormai defunto partito. «Non dubito dell’onestà di Rutelli ma se dei soldi fossero stati spesi per pagare un convegno dell’Api mi arrabbierei molto», avverte Pier Luigi Castagnetti, uno dei pochi, come Arturo Parisi, ieri dai pm, che a giugno scorso aveva visto che qualcosa non andava nel rendiconto del partito.
E la sfilata davanti ai magistrati continuerà nei prossimi giorni e, assicurano fonti parlamentari, non saranno ascoltati solo coloro che, come Enzo Carra e Renzo Lusetti, fecero due ricorsi al tribunale civile per impugnare la validità dei rendiconti 2009-2010 in quanto non invitati alle assemblee convocate per approvare il bilancio.
Più che di approvazione, però, sarebbe meglio parlare di ratifica un po’ superficiale visto che, come raccontano molti partecipanti alle assemblee, le riunioni erano molto brevi e tutti si limitavano a dare il via libera ai rendiconti presentati dal tesoriere. Così, almeno fino a giugno scorso, quando Parisi, Castagnetti e pochi altri chiesero un surplus di approfondimento e l’assemblea si prolungò fino a sera. «Non dubito della buona fede — ammette Linda Lanzillotta, rutelliana ed ex assessore al bilancio del Comune di Roma — e dell’onestà dei dirigenti della Margherita. C’è stato pero’ un eccesso di delega, quando si amministrano risorse collettive ci dovrebbero essere più controlli al di là delle relazioni fiduciarie».

DI LEALTÀ tradita parla Francesco Rutelli, l’uomo che volle fortemente Lusi al suo posto anche quando Giuseppe Fioroni propose di cambiarlo «non per mancanza di fiducia — racconta l’ex esponente Ppi — in lui ma perché l’alternanza è sempre positiva». Ma è proprio il rapporto fiduciario tra gli ex compagni della Margherita che rischia di incrinarsi se la vicenda non arriva presto ad un chiarimento definitivo.

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