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Il presidente delle Saline Giuseppe Pomicetti: "Lavoriamo senza orari, non abbiamo alzato i prezzi". Strade da pulire: "Richieste eccezionali, per rifornirsi sono venuti pure dall'Abruzzo" di Pier Luigi Martelli
Rimini, 7 febbraio 2012 - Di questo passo la Salaria non si fermerà più a Rimini, ma fagociterà quel pezzo di via Emilia ormai inghiottita da questo inverno ai tempi del riscaldamento globale. L’oro bianco piove a tonnellate su migliaia di chilometri di strada, ma sembrano gocce nell’oceano.
Mille quintali previsti nel solo comune di Forlì, altri duemila pronti per le provinciali. I cugini di Rimini si coccolano la loro scorta di 3mila quintali, comprati con il sole a prezzi da saldo. Così come la Provincia di Ravenna (nel cui porto l’anno scorso sono state scaricate 35mila tonnellate di sale, per lo più proveniente da Africa e Yemen), che a suo tempo mise in cassa 3.500 tonnellate, pagando alle saline di Cervia la modica cifra di 38 euro più Iva a tonnellata.
Solo a Cesena se ne vanno mille quintali al giorno e certi conti fanno venire il mal di testa ai ragionieri comunali. Il crocevia dell’emergenza sono le saline di Cervia. Non è l’unico, ma di sicuro il più battuto in questi giorni. «Le richieste sono eccezionali», spiega il presidente delle Saline di Cervia, Giuseppe Pomicetti.
Ma il sale che finisce sulle strade è lo stesso che le nostre mamme mettono sugli arrosti?
«No, ci mancherebbe: è il sale più ‘sporco’, che ricaviamo da appositi bacini che sono meno curati e puliti di quelli da cui estraiamo il sale alimentare».
E come state a scorte?
«Nelle ultime 48 ore questo materiale più grezzo, a cui aggiungiamo anche gli scarti di lavorazione si è ridotto parecchio. Lavoriamo senza orari per soddisfare cittadini e enti. In queste ultime ore abbiamo dovuto rifornire di nuovo le province di Ravenna e Forlì-Cesena, ma sono venuti qui anche da Teramo».
Ma c’è il rischio di dover attingere a quello più nobile?
«Sarebbe un peccato, anzi un disastro, anche perché costa molto, molto di più».
Quanto costa un quintale di sale da strada?
«Da 3,80 euro al quintale a 7,60, dipende se la fornitura avviene in un giorno festivo o in orario straordinario».
Non è che avete alzato i prezzi?
«In genere abbiamo convenzioni con gli enti pubblici, non li facciamo questi giochini».
Evidentemente si tratta di un’isola felice. Su altri mercati il sale ha già quintuplicato il proprio costo: da 40 euro alla tonnellata a 200. E anche senza la stangata, una provincia come Ravenna prevede di gettare al vento (e alla neve) l’equivalente di oltre 250mila euro.
di Pierluigi Martelli