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Voci dal gelo: "Noi, isolati senza cibo e farmaci"

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Tre metri di neve nell'Anconitano: nei guai decine di persone. Gli abitanti di Candia lunedì hanno protestato bloccando il traffico di Ilaria Traditi

Emergenza neve: la Romagna in ginocchio (Pasqualebove)
Emergenza neve: la Romagna in ginocchio (Pasqualebove)

di Ilaria Traditi
ANCONA, 8 febbraio 2012 - "Da soli non ce la facciamo più, non riusciamo a spalare tutta questa neve e liberare le nostre case". Il grido di aiuto arriva da Roberto Cellottini, residente in una piccola frazione dell’Anconitano, Candia, sepolta sotto tre metri di neve. L’uomo è in ansia per l’anziana madre, di 85 anni: "Se dovesse sentirsi male — dice — non saprei neanche come portarla in ospedale".

Continua a crescere l’emergenza neve nella provincia di Ancona così come il numero di famiglie intrappolate in casa e isolate nelle frazioni che circondano la città. Si moltiplicano le richieste di aiuto al Coc (centro opertivo comunale) della Protezione Civile che poi le ‘smista’ ai vigili del fuoco e altri mezzi di soccorso operativi sul territorio. Ed è proprio grazie ai volontari dei vigili del fuoco che siamo riusciti a raggiungere queste zone completamente in balia di se stesse.

La situazione più critica riguarda un gruppo di case sparse proprio nella frazione di Candia, nella contrada Calcinara. Chiusi tra quattro mura, senza corrente elettrica, cibo e medicine, ci sono decine di anziani e bambini, perfino una donna in avanzato stato di gravidanza. Gli uomini del paese lunedì notte presi dalla disperazione si sono sdraiati in mezzo alla strada, davanti al bar del centro bloccando il traffico per attirare l’attenzione e chiedere aiuto.

Oltre tre chilometri di strada collegano il paese alle case di campagna della contrada, dove vivono in tutto circa 50 famiglie: "Ho fatto avanti e indietro a piedi non so quante volte, sono stremato — prosegue Cellottini, portavoce dei pochi fortunati abitanti che ieri mattina sono riusciti a raggiungere il bar e il minuscolo negozio di alimentari — qui abbiamo quasi finito le scorte di cibo e non c’è più latte fresco. Dov’è l’esercito? In tre giorni non si è visto nessuno". I residenti della piccola frazione anconitana hanno anche chiesto aiuto ai vigili del fuoco, accorsi sul posto intorno alle undici per raccogliere segnalazioni.
 

"Abbiamo chiamato il centro operativo della protezione civile, ma non risponde nessuno — ci ha riferito Matteo Federici, volontario, stremato dopo oltre 20 ore di turno — la situazione è al limite ma noi facciamo il possibile. Torneremo a portare cibo e medicine se necessario".

A peggiorare la situazione, il forte vento che nelle scorse ore ha causato una frana di neve e bloccato l’accesso di casa alle famiglie più isolate. Ieri in serata sono passati di nuovo i mezzi spalaneve ma solo per liberare la via principale senza procedere nella strada vicinale. Con l’arrivo del buio e del forte vento ghiacciato anche le ruspe si sono dovute fermare, lasciando un’altra notte tutte queste persone in preda allo sconforto.

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