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La Grecia trova l’intesa, l’Europa frena«Non possiamo sbloccare gli aiuti»

Elena Comelli
MILANO
ACCORDO raggiunto fra i partiti in Grecia, ma l’Europa non è convinta. A partire da Angela Merkel. Atene deve ancora dimostrare il suo effettivo impegno ad attuare le promesse e gli impegni assunti prima di ottenere il secondo prestito. È questa anche la posizione della Commissione europea. ...
Elena Comelli
MILANO
ACCORDO raggiunto fra i partiti in Grecia, ma l’Europa non è convinta. A partire da Angela Merkel. Atene deve ancora dimostrare il suo effettivo impegno ad attuare le promesse e gli impegni assunti prima di ottenere il secondo prestito. È questa anche la posizione della Commissione europea. Il commissario Olli Rehn ha confermato che un accordo di principio è stato trovato, ma si tratta di un accordo «a livello di esperti» tra Atene e i creditori pubblici. Ora governo e parlamento «devono convincere i partner europei con impegni forti e azioni concrete». «È un buon inizio, ma resta ancora molto da fare»: ha gelato le attese il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, entrando ieri sera alla riunione dell’Eurogruppo. Dubbioso il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble: «L’accordo, per quanto ho capito, non è ancora in una fase in cui può essere firmato». Le condizioni per il salvataggio, ha aggiunto, «includono l’imperativo di portare il debito al 120% del Pil entro il 2020, limitare a 130 miliardi i prestiti di salvataggio e ottenere l’approvazione del Parlamento greco. Questi requisiti generali non sono stati ancora soddisfatti». Juncker, presidente dell’Erogruppo, è categorico: «Mancano gli elementi per sbloccare gli aiuti ad Atene». Mercoledì nuovo appuntamento a Bruxelles: potrebbe essere l’ultimo, in un caso o nell’altro».

MALGRADO lo scetticismo dei politici, i mercati vedono più lontano lo spettro del default di Atene. Lo spread Btp-Bund è sceso a 346 punti, favorito dall’indebolimento del Bund tedesco: da quando la soluzione della caso Grecia si è fatta più concreta, il rendimento dei titoli decennali di Berlino è salito dall’1,82% fino al 2,05%, il massimo dalla metà dello scorso dicembre. Un segnale della minore propensione degli investitori a rifugiarsi sotto l’ombrello protettivo del debito pubblico tedesco.

I BTP decennali, che nella fase di maggiore sfiducia verso il Belpaese erano saliti oltre il 7%, oggi viaggiano sotto il 5,5%, minimo dallo scorso settembre e appena 70 punti sopra i livelli di fine febbraio 2011, quando l’Italia non era ancora stata toccata dalla tempesta sui debiti sovrani. Una differenza di 70 punti base resta, a detta degli operatori, realisticamente compatibile con un Paese caratterizzato da bassa crescita e alto debito pubblico. Le Borse hanno risposto più tiepidamente, in ossequio al vecchio detto ‘si compra sulle indiscrezioni, si vende sulle notizie’.
Le piazze azionarie del Vecchio Continente hanno chiuso con modestissimi progressi e Milano si è fermata a -0,09%. L’accordo tra i tre partiti politici che sostengono il governo greco sulle misure di austerità supplementari e le riforme richieste da Ue e Fmi in cambio di nuovi aiuti è stato raggiunto poco prima della riunione dell’Eurogruppo di questa sera. Accordo necessario, assieme alla ristrutturazione del debito pubblico in mano alle banche, per sbloccare il piano di aiuti Ue-Fmi stimato intorno ai 130 miliardi di euro. Ma i principali sindacati greci hanno indetto un nuovo sciopero per oggi e domani, il secondo di questa settimana, contro le misure di austerità.
In Grecia il tasso di disoccupazione a novembre ha superato il 20%. Intanto i leader politici greci hanno raggiunto un «accordo finale» sulle nuove misure di austerity chieste dalla troika Ue-Bce-Fmi per la concessione di nuovi aiuti finanziari.

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