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L’Italia sobria del ProfessoreGli Usa scoprono un altro mondo
dallinviato
Giampaolo Pioli NEW YORK FORSE sono solo i primi passi. Ma sono passi sicuri. Cè un grande secondo tempo ancora tutto da giocare, ma è tornato a farsi avanti un orgoglioso senso di appartenenza. La visita del presidente del Consiglio Mario Monti a Washington da Obama e New York dagli ...
Giampaolo Pioli NEW YORK FORSE sono solo i primi passi. Ma sono passi sicuri. Cè un grande secondo tempo ancora tutto da giocare, ma è tornato a farsi avanti un orgoglioso senso di appartenenza. La visita del presidente del Consiglio Mario Monti a Washington da Obama e New York dagli investitori di Wall Street, sta ridando fiato coraggio e slancio anche a chi non lo aveva mai perso. E ieri il Tricolore sventolava allingresso principale delNew York Stock Exchange annacnto alla bandiera americana.
SE IL PROBLEMA di qualche mese fa era dire agli americani che eravamo diversi dalla Grecia e messi meglio della Spagna, senza nascondere il rischio che correvamo, adesso le parole solenni e costose del premier-professore, che a Manhattan si è tolto il doppiopetto da primo ministro per indossare quello non meno gravoso di ministro delle finanze sono state ascoltate con unattenzione estrema. Quello che industriali e finanzieri hanno gradito è stato il grande (anche se temporaneo)passo indietro fatto dai partiti a Roma per permettere ai ministri tecnici di lavorare al«risanamento nazionale». Mario Monti in 48 ore è diventato diventando il simbolo di questa «Italia diversa» e il suo lavoro a livello internazionale assomiglia a quello di una safety-car che libera la pista dagli ostacoli, toglie le macchie dolio per permettere uno sprint più libero e con meno vincoli verso la crescita di cui lItalia ha bisogno per risolvere i suoi problemi.
NON SONO tanto i giudizi entusiasti di Mario Cuomo, del prof Joseph La Palombara o dell ex ambasciatore Gardner grandi conoscitori anche delle sfumature del nostro paese a confermane che nella comunità americana e in quella italo-americana è tornata quasi una sorta di eccitazione e di ottimismo. E vero i grandi mezzi dinformazione americani sono ancora prudenti e a parte Time Magazine che lo ha messo in copertina come salvatore dellEuropa richiamando a distanza laltra prima pagina molto meno bonaria contro Berlusconi fatta qualche tempo fa, gli altri dal New York Times a Bloomberg restano cauti. E ieri lo hanno voluto ascoltare in prima persona in due prestigiosi «editorial board» dove sono stati i giornalisti a interrogare Monti per ore insieme ad altri potenti investitori. E non è un caso se in questo clima di «rinascita italiana» le poche frasi sia del Washington Post che di Usa Today si riferiscono agli «incoraggianti complimenti » e ai consigli che lo stesso presidente Obama gli ha chiesto per gestire la «questione tedesca». E il Wall Street Journal non poteva essere più chiaro nel dire che « il presidente degli Stati Uniti ritiene che Mario Monti ha instillato confidenza e fiducia nella soluzione dei problemi dellItalia ma degli interi mercati internazionali». Anche per Ronald Spogli lambasciatore di Bush a Roma fino al 2009 « il panico è finito» e concorda che a Roma adesso si stanno vedendo «progressi spettacolari».