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Primarie, Alfano glissa su Passera«Si candidi. Io? Non ho deciso»
Antonella Coppari ROMA UN PARTITO in crisi profonda. Alle prese con i congressi locali ma diviso tra mille anime. Nel Pdl orfano di Berlusconi cè chi si dichiara montiano e chi non vuole morire con lattuale premier a Palazzo Chigi. Chi lavora al patto con il terzo ...
Antonella Coppari ROMA UN PARTITO in crisi profonda. Alle prese con i congressi locali ma diviso tra mille anime. Nel Pdl orfano di Berlusconi cè chi si dichiara montiano e chi non vuole morire con lattuale premier a Palazzo Chigi. Chi lavora al patto con il terzo Polo «almeno alle amministrative», chi non si rassegna alla fine dellalleanza con la Lega. E chi non vuole finire nella melassa centrista, chi cerca leader alternativi come Passera. Ad acuire problemi noti, il terrore di una rovinosa sconfitta alle amministrative che rimette tutto in discussione: senza la Lega al Nord la catastrofe è assicurata. Qualcuno già prevede un destino oscuro per Alfano, il segretario che cerca di tenere la barra diritta. Finora ha perso qualche colpo, ma la partita è ancora tutta da giocare: sullo sfondo, però, incombe il progetto di un grande partito «moderato» con lUdc. E questo potrebbe creare problemi di spazi politici anche a lui, che pure gioca nello stesso campo.
OSPITE di Fabio Fazio a Che tempo che fa, il segretario Pdl rivendica il suo ruolo di segretario e ribadisce la scelta di governo malgrado gli ultimatum di Bossi pur sapendo che questo vuole dire un bagno di sangue: «Speriamo di continuare la collaborazione ma, se noi Pdl dovessimo pagare questo conto per il bene dellItalia lo pagheremmo, perché siamo convinti di aver fatto la scelta giusta». Peraltro: dai sondaggi che circolano a via dellUmiltà risulta che il partito crollerebbe se facesse cadere il governo. Risposte secche, ma a 360° gradi. LAlfano che va in onda la domenica sera ricorda che non è il caso di gettare nella mischia Monti: «Come dicono i medici, per una sana profilassi nei confronti del governo sconsiglio a tutti di candidarlo». Da un lato, cè il professore cui lUdc ha strizzato locchiolino: «Non gli fanno un buon servizio, spesso ci sono giochini dietro queste cose». Dallaltro, il tam tam che individua in Corrado Passera loggetto del desiderio di mezzo Pdl: addirittura, alcuni danno per fatto un accordo fra Berlusconi e il titolare dello Sviluppo economico per le elezioni del 2013, con i centristi quali potenziali alleati. Molti negano, ma a mettere la ciliegina sulla torta il governatore della Lombardia Formigoni (suo cordiale nemico) che ha ufficialmente lanciato Passera come candidato: grande levata di scudi nel Pdl a favore dellex guardasigilli che evita elegantemente di alimentare lo scontro. «Può correre alle primarie iscrivendosi al Pdl e partecipando alla dinamica democratica». Il tono suona più ironico quando parla del presidente della Lombardia: «La notizia dice è che Formigoni non si candiderà e per noi è una perdita ma ne guadagna la Regione».
PERALTRO: lui stesso spiega di non aver «ancora deciso» se candidarsi alle primarie. «Penso a fare bene il mio lavoro». Lo fa per tattica, dicono alcuni. «E lui il leader che abbiamo scelto», sottolinea Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi. Altri fanno leva su quelle dichiarazioni per dimostrare che del futuro «di questo Pdl» non cè certezza. Intanto, Alfano punta lattenzione sulla legge elettorale: «Niente trucchi avverte i cittadini devono votare il premier e devono poter scegliere i candidati. Su questo il Pd è daccordo». Ammette: bisogna «far attenzione» a chi portiamo in Parlamento. Dice che bisogna «riformare il finanziamento» ai partiti. E conclude con uno sguardo al processo Mills: «Stanno facendo un inseguimento per arrivare alla condanna di Berlusconi».