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Artigiani in trincea, sos a Monti«Credito? Va peggio del 2009»
Nuccio Natoli ROMA «SIAMO pronti a discutere tutte le riforme utili a migliorare il sistema Italia, ma purché non si dimentichino le specificità dei singoli settori e, soprattutto, senza azzoppare i cavalli che ancora tirano la carretta». Il segretario generale della Cna (Confederazione nazionale artigianato) Sergio Silvestrini, non usa troppi ...
Nuccio Natoli ROMA «SIAMO pronti a discutere tutte le riforme utili a migliorare il sistema Italia, ma purché non si dimentichino le specificità dei singoli settori e, soprattutto, senza azzoppare i cavalli che ancora tirano la carretta». Il segretario generale della Cna (Confederazione nazionale artigianato) Sergio Silvestrini, non usa troppi giri di parole: «Ok alla riforma del mercato del lavoro, ma un allarme va lanciato». Quale? «La riforma è molto importante, difficile e anche complessa. Il ministro Fornero è molto motivata, ma non deve sottovalutare che la riforma non comporti aggravi di costi di nessuna natura per il sistema delle imprese, a partire da quelle piccole e medie». Sta mettendo le mani avanti? «Mi limito a fotografare una realtà sotto gli occhi di tutti. Il quadro complessivo, ossia la crisi, si sta aggravando. Se laumento dei costi (energia, trasporti, tassazioni) sta colpendo tutti, per le Pmi va aggiunto una difficoltà di accesso al credito addirittura peggiore del 2009 e un allungamento dei tempi di riscossione delle fatture ormai ben oltre i 180 giorni». Sta chiedendo un trattamento speciale per le Pmi? «Dico solo che il sistema delle Pmi, seppure a fatica, finora ha retto. Le Pmi sono lasse portante del sistema Italia, però, un altro aumento dei costi non sono in grado di sopportarlo. Il governo deve capirlo». Teme che la riforma del mercato del lavoro comporti maggiori costi per le imprese? «Spero di no. E un fatto, però, che pensare di intervenire sulla cassa integrazione, compresa quella in deroga, è questione assai delicata. Finora quegli ammortizzatori hanno frenato gli effetti sulla disoccupazione e alleggerito la crisi. Toccarli ora sarebbe una mossa ad alto rischio. Se ne potrà parlare fra un paio danno quando, si spera, saremo entrati in un ciclo di ripresa». Si parla di flessibilità buona in entrata per favorire loccupazione. «Siamo a favore, ma sempre purché non si aumentino i costi per le imprese. Del resto nel nostro settore è da tempo che oltre l80% dei contratti a tempo determinato si trasforma a tempo indeterminato». La riforma dellapprendistato vi soddisfa? «Lintenzione è più che lodevole, limportante è che alla fine diventi davvero uno strumento per favorire una formazione vera dei giovani». Poi cè lo scoglio dellart.18. «Per le piccole imprese la questione è marginale. Capisco che, primo o dopo, se ne dovrà parlare, magari quando saremo entrati in un ciclo economico positivo. Al momento, però, è molto più importante concentrarci sulla flessibilità in entrata. Creare occupazione è fondamentale per accelerare luscita dalla crisi».