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Valori catastali e giro di vite sugli scontriniIl governo passa al setaccio le imposte

L’ARTICOLO 100 della nostra Costituzione delinea in modo chiaro le funzioni della Corte dei Conti, che — in quanto organo ‘ausiliario’ di Parlamento e Governo — esercita il controllo sulla legittimità delle spese e sulla gestione del bilancio dello Stato, avendo, in più, il delicatissimo ruolo di magistratura contabile. Per ...
L’ARTICOLO 100 della nostra Costituzione delinea in modo chiaro le funzioni della Corte dei Conti, che — in quanto organo ‘ausiliario’ di Parlamento e Governo — esercita il controllo sulla legittimità delle spese e sulla gestione del bilancio dello Stato, avendo, in più, il delicatissimo ruolo di magistratura contabile. Per questa sua seconda attribuzione la Corte è stata sempre lo spauracchio dei funzionari e degli amministratori onesti, preoccupati di dover rifondere allo Stato i danni ‘erariali’ derivanti da scelte colpevoli o sbagliate. Sull’altro fronte — quello dell’attività di consulenza e ‘referto’ sull’andamento dei conti pubblici — i reiterati moniti rivolti dalla magistratura contabile al potere politico non hanno avuto concreto riscontro. L’incisiva e preoccupata denuncia fatta giorni orsono da Luigi Giampaolino sul dilagare della corruzione cade in un momento topico, poiché l’attenzione dell’opinione pubblica è, al riguardo, particolarmente elevata. Il ventennale di Mani pulite, il teso dibattito sulle norme anticorruzione al vaglio delle Camere, il ripetuto emergere di casi di uso illecito del denaro dei contribuenti (in ciò l’affaire Lusi ha punti di contatto con la perniciosissima pratica dell’evasione fiscale, che, sottraendo risorse all’erario, costringe all’inasprimento della tassazione) fanno da sconsolante contorno alle parole del Presidente della Corte dei Conti.
La magistratura contabile ha svolto sempre un ruolo di diligente ‘guardiano’ della regolarità delle spese delle amministrazioni pubbliche. Ma non si può negare che — come è stato più volte lamentato dagli stessi vertici dell’istituzione — le analisi, le proposte, i moniti che da essa venivano hanno trovato sempre tiepida eco nell’azione del Parlamento e dei Governi che, pure, della Corte dei Conti sono i principali interlocutori. Quest’anno ricorre il centocinquantenario della nascita della Corte dei Conti nello Stato italiano: potrebbe essere l’occasione per ripensarne e, insieme, rafforzarne il profilo. I ‘costi della politica’ sono, in definitiva, anche questo: le istituzioni pubbliche devono poter svolgere produttivamente il loro compito, altrimenti diventano semplici simulacri.
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