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RANIERI AGGRAPPATOALLA VECCHIA GUARDIA DELL’INTER

Giulio Mola
Appiano Gentile (Como)
MANCANO solo due giorni all’eurosfida contro il Marsiglia, crocevia di una stagione che per l’Inter è iniziata male e rischia di finire peggio. Tempo per rimettere insieme i cocci dopo il doppio disastro casalingo consecutivo ce n’è poco, ma a Claudio Ranieri deve bastare. ...
Giulio Mola
Appiano Gentile (Como)
MANCANO solo due giorni all’eurosfida contro il Marsiglia, crocevia di una stagione che per l’Inter è iniziata male e rischia di finire peggio. Tempo per rimettere insieme i cocci dopo il doppio disastro casalingo consecutivo ce n’è poco, ma a Claudio Ranieri deve bastare. Perché un’altra rovinosa sconfitta porterebbe inevitabilmente alla fine dell’avventura sulla panchina nerazzurra, nonostante quella dell’esonero dell’allenatore sia l’ultima idea che in questo momento passa nella testa di Massimo Moratti. Il quale, anche dopo lo scivolone col Bologna, non se l’è sentita di mettere in discussione il tecnico, il meno colpevole della situazione. E poi la proprietà non è del tutto convinta da soluzioni interne (Figo con Baresi) e la stessa pista Capello al momento è poco praticabile. Però... Siccome c’è sempre un però e siccome c’è una partita-chiave da giocare, ogni discorso verrà rimandato a mercoledì notte. Nella speranza, si augurano in società, di non dover cambiare idea e prendere drastiche decisioni. Tra l’altro, anche a livello scaramantico, non è che Deschamps (allenatore del Marsiglia) porti bene a Ranieri: nel 2004 fu proprio il francese, sulla panchina del Monaco, a eliminare dalla Champions il Chelsea guidato dal tecnico romano. E la cosa Abramovich se la legò al dito visto che qualche mese dopo Ranieri lasciò il posto ad un certo Josè Mourinho. Ma al di là di corsi e ricorsi storici, quel che conta in questo momento è la realtà dei fatti. Come l’Inter reagirà dopo le ultime delusioni? Davvero la benzina è finita oppure il “pit-stop“ di tre giorni può aver risolto tutto? Ranieri continua a dire che lo spogliatoio è unito e che gli allenamenti sono uno spettacolo da non perdersi, ma nell’ultimo mese tutto ciò non è bastato.
«ABBIAMO parlato tra di noi, con il mister, c’è questa voglia di cambiare la tendenza di questi ultimi risultati negativi», fa sapere capitan Zanetti. Per la Champions l’allenatore ripartirà dall’argentino e dal gruppo storico: niente esperimenti e una sola punta (Milito), sperando di poter contare dall’inizio anche su Samuel e Stankovic. Intanto Zanetti lancia un messaggio a tutto il gruppo: «Credo che la partita di Marsiglia sia decisiva per tutti, non solo per il mister. Lui è insieme a noi in questo percorso, è un allenatore con tanta esperienza, intelligente, capace. Sicuramente, dopo sette anni di vittorie, questo è il primo anno di difficoltà, ma sono certo che il presidente Moratti farà questa squadra ancora più forte». Zanetti ha pure voluto chiarire la sua posizione sul ricambio generazionale levandosi qualche sassolino dalle scarpe: «Nessuno mi ha mai regalato niente. La prima cosa che ho detto a Ranieri è stata: “Mister io sono qui per dare una mano, sia in campo, sia in panchina, addirittura in tribuna, perché io voglio il bene dell’Inter. Se il mister ritiene che io debba scendere in campo sempre, qualche motivo ci sarà. Quando l’Inter perde ci sono tanti interisti che dietro parlano male dell’Inter...».
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