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Il pericolo è il loro mestiere, ma l'indennità è di appena 230 euro al mese

Un contractor privato ne prende 300

Chi paga? Il ministero della Difesa, naturalmente, trattandosi di militari in servizio. L’armatore versa il dovuto direttamente allo Stato

Pescatori uccisi: diplomatici e militari italiani con le forze di polizia indiane (Reuters)
Pescatori uccisi: diplomatici e militari italiani con le forze di polizia indiane (Reuters)

Roma, 21 febbraio 2012 - VA DETTOsubito: guadagnano una miseria. I nostri militari imbarcati come guardie armate sui mercantili non vanno per mare allo scopo di diventare ricchi: oltre alla normale paga, ricevono un’indennità di imbarco che è identica sia se girano per il Tirreno sia se percorrono le rotte dell’Oceano Indiano infestate dai pirati. L’indennità aggiuntiva — che dunque non è quella prevista per l’impiego in teatri operativi, tipo Afghanistan — è al massimo di 230 euro al mese per un maresciallo capo, cioè un sottufficiale al cilmine della carriera. Per un sergente, più o meno 130 euro. Complessivamente, tra salario e indennità, un sottufficiale anziano imbarcato si ritrova in busta paga 2300-2500 euro al mese.
Chi paga? Il ministero della Difesa, naturalmente, trattandosi di militari in servizio. L’armatore versa il dovuto direttamente allo Stato: il costo medio di un team di sei uomini (come quello sulla ‘Enrica Lexie’) è di 3mila euro al giorno. Poiché i militari si imbarcano solo nel tratto considerato a rischio, più o meno da Dubai allo stretto di Malacca, che un mercantile impiega circa dieci giorni a percorrere, il costo complessivo della scorta è, per l’armatore, di 30mila euro.
E i famosi contractors, cioè i ‘mercenari’ da reclutare presso agenzie specializzate? Un team medio di 6-8 uomini costa, per ogni viaggio (cioè sempre all’incirca dieci giorni di navigazione) sui 50mila dollari, o 37mila euro, secondo i dati dell’Imsa, Indipendent Maritime Security Associates. La cifra viene pagata all’agenzia, ma ciascun contractor, si può calcolare, guadagna — per quello che è un lavoro abbastanza semplice — sui 300 euro al giorno.

LA PRESENZA di guardie armate a bordo permette di abbattere i costi di assicurazione della nave del 30 per cento: e assicurare un cargo o una petroliera per ogni passaggio lungo il tratto di mare ‘pericoloso’ dell’Oceano Indiano costa normalmente (a seconda delle dimensioni del bastimento eccetera) tra i 7 e i 12mila euro. Ma quello che conta è evitare la perdita della nave: il costo medio dei riscatti dei battelli catturati dai pirati è stato, nel 2011, di 4,97 milioni di dollari. Erano 4 milioni nel 2010. Anche in questo campo, evidentemente, l’inflazione incide.

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