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Monti promette meno tasse«A partire dal 2014 o forse prima»
Antonella Coppari ROMA SCONGIURATO, per ora, il fallimento della Grecia si è tolto un bel peso: lEuropa è salva, e i creditori italiani pure. «LItalia è meno vicina allorlo del baratro di quanto fosse tre mesi fa e questo è stato percepito dai mercati e dal mondo», sottolinea Mario Monti al ...
Antonella Coppari ROMA SCONGIURATO, per ora, il fallimento della Grecia si è tolto un bel peso: lEuropa è salva, e i creditori italiani pure. «LItalia è meno vicina allorlo del baratro di quanto fosse tre mesi fa e questo è stato percepito dai mercati e dal mondo», sottolinea Mario Monti al termine del vertice Ecofin. Al giro di boa dei 100 giorni, con laccordo su Atene riporta a casa un innegabile successo internazionale assieme alla convinzione che sia arrivato il momento di «regalare un sorriso» al Paese, venendo incontro «alle legittime aspettative dei contribuenti onesti», con lalleggerimento della pressione tributaria. Niente voli pindarici: «Molto resta da fare» per archiviare il pericolo, specifica il professore, che insiste perché si «imbocchi la strada della crescita» per non rendere vano il rigore. Chiede tempo per il calo delle imposte. «Non ci sarà venerdì nel decreto, che riguarda la semplificazione fiscale». Rincara il sottosegretario allEconomia Polillo: «Le tasse nel 2012 non diminuiranno». Tuttavia, assicura Monti, il governo sta lavorando per diminuire il peso del fisco quanto meno sui ceti più poveri prima del 2014 (quando cioè il suo esecutivo non dovrebbe più esserci) «compatibilmente» con quel pareggio di bilancio «che bisogna raggiungere nel 2013». Accertare quanti soldi arriveranno dallevasione fiscale («mi attendo robusti benefici») gli serve per non fare il passo più lungo della gamba. Ma proprio la sensazione di scampato pericolo che si sta diffondendo rischia di creare problemi: più la morsa finanziaria si attenua, più complicato sarà fare i conti con la strana maggioranza, stretta tra lesigenza di uscire dallemergenza e quella di non farsi fagocitare dai suoi successi. Un equilibrio difficile, come dimostrano i paletti che Bersani mette sul mercato del lavoro: probabile che il premier ne parlerà con il segretario del Pd, pronto a rispondere allappello. Oggi, intanto, Monti incontra a pranzo Berlusconi e Alfano: sul tavolo riforme e prospettive future. «Non si faccia condizionare», il refrain degli ospiti.
SI POSSONO avere idee diverse sulle scelte di Monti, ma nessuno può negare che abbia una personalità ferma, che sa opporsi alle pressioni: forte dei provvedimenti approvati (saranno pubblicati presto sul sito del governo) fa sapere che non cade il mondo se sullIci sui beni commerciali della Chiesa bisognerà attendere un po. «Non so se viaggia con il decreto di venerdì, ma siamo in dirittura darrivo». Dopo aver puntualizzato che la decisione sul pregresso spetta al commissario Almunia, ammette che vorrebbe utilizzare quel decreto per istituire «un fondo dove far confluire i ricavi della lotta allevasione» in attesa di verificarne «entità e destinazione». Cautela che nasce dal desiderio di bilanciare lesigenza di calmierare il dibattito sul tesoretto con quella di rendere visibile ai cittadini il risultato di una «lotta dura» del governo. Intanto, si schiera contro condoni di qualsiasi natura, scudi compresi: «Non ci vogliamo proprio pensare».