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«Quella notte sparò anche la polizia indiana»

IL GIOCO delle ombre sulla petroliera ‘Enrica Lexie’ potrebbe nascondere una realtà inconfessabile e scottante per l’India. Una fonte definita «vicina all’inchiesta» ha rivelato a un’agenzia che «non è da escludere la presenza, a bordo dei mercantili stranieri che transitano o sono alla fonda in acque territoriali indiane, di personale ...
IL GIOCO delle ombre sulla petroliera ‘Enrica Lexie’ potrebbe nascondere una realtà inconfessabile e scottante per l’India. Una fonte definita «vicina all’inchiesta» ha rivelato a un’agenzia che «non è da escludere la presenza, a bordo dei mercantili stranieri che transitano o sono alla fonda in acque territoriali indiane, di personale armato delle forze di polizia». Secondo il detective, gli agenti di Kochi potrebbero essere stati a bordo della «nave greca ‘Olympic Flair’ attaccata da un gruppo di pirati alle 21,50 del 15 febbraio», lo stesso giorno nel quale anche il cargo italiano avrebbe respinto un arrembaggio a 33 miglia dalla costa del Kerala.
L’ipotesi di un coinvolgimento della «polizia del posto» era stata prospettata a questo giornale lunedì. La nave greca era alla fonda a due miglia e mezzo da Kochi, il terminal petrolifero al quale ha attraccato la petroliera italiana. I pescatori del natante colpito sul quale si trovavano i due uomini uccisi avrebbero riferito che la loro barca, il ‘Saint Anthony’, era a due miglia e mezzo dalla costa.

NON A CASO attorno alla ‘Olympic Flair’ si è addensato un groviglio di dichiarazioni contrastanti. L’armatore ha confermato alla Marina Militare italiana l’arrembaggio. La notizia risulta anche dalla sezione anticrimine dell’International Chamber of Commmerce. La Guardia Costiera indiana, l’autorità portuale di Kochi e la Mrcc, l’autorità che coordina la ricerca e il soccorso dei natanti, erano stati informati, ma hanno taciuto l’informazione ai media. L’ufficio stampa della Marina mercantile greca ha smentito la notizia. La Icc l’ha immediatamente riconfermata fornendo alla Marina Militare italiana anche il numero identificativo «Imo» dell’unità.

LA PERIZIA sulle armi dei marò che sono rimaste a bordo della ‘Enrica Lexie’ (e sotto chiave) potrebbe tagliare la testa al toro. Per questa ragione il commissario della polizia di Kollam Ajiith Kumar ha chiesto e ottenuto un mandato di perquisizione della petroliera. Gli agenti confronteranno il calibro dei proiettili trovati sul ‘Saint Anthony’ con quelli dei fucilieri di marina.
Sul piano diplomatico, il ministro degli esteri Giulio Terzi ha giocato la sua ultima carta inviando a Nuova Delhi (e forse anche a Kochi) il sottosegretario Staffan De Mistura, titolare della delega per l’Asia e di una ultradecennale esperienza nelle zone calde per conto dell’Onu. Terzi ha anche attivato «canali discreti con altre entità e Paesi» per arrivare a una soluzione dell’intricata vicenda e sarà in India il 28 febbraio.

NEL CIRCOLO ufficiali della polizia di Kochi, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone continuano ad attendere il loro destino in un bungalow con vista sul mare dotato di aria condizionata e rifornito di pizze, cappuccini, pane, succhi di frutta e yoghurt.
Il giudice Joy aveva deciso di spedirli nel carcere di Thiruvananthapuram, ma il pm Anil Kumar ha chiesto e ottenuto che restassero nella guesthouse fino a domani. In questo caos è già stata inoltrata una richiesta di indennizzo per 150 mila euro. L’ha presentata Dora Jalastine, vedova di Valentine, fedele della diocesi cattolica di Kollam che lo assisterà nella causa.
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