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Silvio a Monti: «Mi condanneranno, ma non ti mollo»

Antonella Coppari
ROMA
IL MOMENTO è delicato, e Berlusconi vuole affrontarlo nel miglior modo possibile. Ecco perchè è andato da Monti a sollevare alcune questioni che gli stanno a cuore. Anzitutto giustizia e Rai, con la richiesta di garanzie sulle iniziative che ha in cantiere il ministro Severino e una frenata ...
Antonella Coppari
ROMA
IL MOMENTO è delicato, e Berlusconi vuole affrontarlo nel miglior modo possibile. Ecco perchè è andato da Monti a sollevare alcune questioni che gli stanno a cuore. Anzitutto giustizia e Rai, con la richiesta di garanzie sulle iniziative che ha in cantiere il ministro Severino e una frenata («ci pensi bene») per quanto concerne la modifica della ‘governance’ dell’azienda pubblica radiotelevisiva «senza un accordo con il Pdl». Ma il Cavaliere a Palazzo Chigi ha parlato anche di liberalizzazioni e mercato del lavoro sottolineando la necessità di procedere «rispettando gli accordi presi» magari senza proclami, per non rendere più difficoltosa la strada del premier.

RACCONTANO che quest’ultimo, come di consueto, abbia più che altro ascoltato, prendendo qualche appunto. Quasi tre ore è durata la colazione: attorno al tavolo al piano nobile del Palazzo si sono seduti, oltre a Monti e Berlusconi, Catricalà, Alfano e Letta. «Un incontro costruttivo — si limita a cinguettare su twitter il segretario del Pdl — che ha avuto al centro i temi dell’agenda nazionale e internazionale». Il patto è di non dire nulla di ufficiale: in ballo ci sono temi delicati. A cominciare dai guai processuali del leader Pdl. Sabato attende la sentenza Mills, ed è convinto d’avere il destino segnato: «Mi sono fatto da parte, presidente, ma come vede i pm non si fermano. Sono vittima di una sentenza già scritta». Le dichiarazioni del ministro Severino sulla prescrizione («non è la priorità») non gli sono piaciute: spinge perchè arrivi qualche segnale dal governo sulla giustizia, consapevole che manca il tempo per una riforma organica. Una precisazione gli par d’obbligo: «Comunque vada, il sostegno al governo è fuori discussione». Una risposta anche ai mal di pancia crescenti dell’ala ex An. Gli elogi alla «saggezza» dell’interlocutore fanno il paio con la disponibilità a raggiungere un compromesso sulla modifica della norma che riguarda la responsabilità dei magistrati, passata alla Camera malgrado il no dell’esecutivo. Berlusconi l’ha detto agli intimi: «A noi serve mostrarci sostenitori convinti del governo non si sa come arriveremo al 2013». Guarda caso: su Panorama domani in edicola esce un articolo «Temo che anche dopo Monti ci sarà bisogno di Monti». Lo firma Giuliano Ferrara, che spesso anticipa le svolte del Cavaliere. Al quale si attribuisce una battuta: «Il professore per me può rimanere anche dopo il 2013, chiunque sia il vincitore».

DOPO aver applaudito la linea europea di Monti, affronta il nodo Rai: la riforma «inevitabile» del Cda e dei criteri di nomina lo preoccupa. «Se si deve fare, bisogna procedere in modo concordato». Auspica la «massima condivisione» anche sulle nomine di viale Mazzini: scelte «non discusse» come quella del vertice Cnr non sono state gradite dal Pdl. Le difficoltà del Pd sulla riforma del mercato del lavoro, lo spingono a chiedere a Monti di andare avanti: lui promette di limitare i proclami, per non peggiorare la situazione. Lo esorta a procedere anche sulla lotta all’evasione, ma evitando «accanimenti». E sulle liberalizzazioni gli chiede di rispettare gli accordi raggiunti da Pdl e Pd in commissione industria al Senato: di qui l’irritazione dell’Udc.
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