Notizie locali Bologna / Modena / Pesaro / Rimini / Firenze / Arezzo / La Spezia / Prato / Milano / Bergamo / Lodi / Monza Brianza Tutte le città

Lavoro, Fornero avverte Bersani«Avanti anche senza il vostro ok»

Olivia Posani
ROMA
C’È CHI teme che il negoziato sul mercato del lavoro possa diventare la mina su cui salta la grande coalizione che sorregge Monti e chi scommette che alla fine il governo porterà a casa anche questa riforma. Si vedrà. Al momento di sicuro c’è solo che sull’articolo ...
Olivia Posani
ROMA
C’È CHI teme che il negoziato sul mercato del lavoro possa diventare la mina su cui salta la grande coalizione che sorregge Monti e chi scommette che alla fine il governo porterà a casa anche questa riforma. Si vedrà. Al momento di sicuro c’è solo che sull’articolo 18 il Pd si è impantanato, che il clima tra le parti sociali è drasticamente peggiorato e che le durissime dichiarazioni di Emma Marcegaglia contro il sindacato non sono piaciute nemmeno ad Alberto Bombassei, non proprio una colomba in Confindustria. In questo clima interviene Elsa Fornero per avvertire: «Se il governo considererà l’esito della trattativa non buono, si assumerà la responsabilità di andare avanti anche senza l’intesa e il Parlamento si assumerà la responsabilità di dire se appoggia il governo oppure no».

PAROLE rivolte al Pd, dove i contorcimenti sono più dolorosi. Bersani ha chiarito che, senza intesa, il sì dei democratici alla riforma non è scontato. Fornero sdrammatizza: «Non ho sentito altolà secchi, non credo ci siano aut aut. Discuteremo di articolo 18 senza mettere in difficoltà nessuno. Credo che il Pd sia disponibile a sostenere una buona riforma».
«Dice bene il ministro — replica subito Bersani — Il Pd appoggerà una buona riforma. Quel che ci vuole è un buon accordo perchè i mesi difficili che abbiamo davanti devono essere affrontati con il cambiamento, l’innovazione e la coesione sociale». «Non ci sono maggioranze ‘à la carte’, tutte le riforme vanno votate a tre», ammonisce Enrico Letta. Resta il fatto che il Pd abbia al suo interno posizioni disparate sull’articolo 18. La manifestazione del 9 marzo della Fiom ha aperto un altro fronte di scontro tra chi vuole aderire e chi dichiara che la mobilitazione nei fatti è contro il governo Monti.
Tra i primi c’è il responsabile economico del partito Fassina che però ieri ha chiesto alla segreteria di decidere come si deve comportare: «Mi preme innazitutto l’unità della ditta, voglio rafforzare la responsabilizzazione di tutti verso le posizioni collegialmente deliberate», ha spiegato.

L’EX ministro Damiano e il dalemiano Orfini invece non chiederanno permessi: saranno in piazza. Mentre veltroniani e lettiani replicano con durezza su Twitter. Passoni, vicino all’ex segretario, sottolinea: «O diciamo che siamo vicini allo sforzo ciclopico di questo governo oppure nessuno ci capirà più». Va anche oltre Giachetti: «Se le posizioni del Pd saranno subordinate a quelle di un sindacato io terrò le mani libere e voterò secondo coscienza». «Alla fine si arriverà all’intesa», rassicurano dall’uno e dall’altro schieramento. Tensioni anche in Confindustria: Bombassei, in corsa per la presidenza, critica l’intervento di Marcegaglia contro i sindacati: «Toni esagerati, un un passo falso».
Anche il presidente di Rete imprese e di Confesercenti, Marco Venturi, sottolinea di non condividere le parole del presidente degli industriali. Bonanni si rivolge a Fornero: «Le consiglierei molta cautela: rischia una controriforma». Il leader della Cisl reclama poi un tavolo di trattativa vero, non «da seduta spiritica». Tavolo che si riaprirà oggi per parlare dei nuovi ammmortizzatori: potrebbero partire dopo il 2013, concede Fornero.
video

  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2012 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by