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Vino, liti e urla al pronto soccorsoÈ l’invasione dei clochard

Fabrizio Morviducci
FIRENZE
I PARENTI dei pazienti guardano attoniti quello che accade intorno. Siamo in uno dei più importanti ospedali di Firenze, il Nuovo San Giovanni di Dio a Torregalli, dove la sala d’attesa del pronto soccorso è ‘invasa’ ogni sera da persone senza fissa dimora. Che danno in escandescenze, ...
Fabrizio Morviducci
FIRENZE
I PARENTI dei pazienti guardano attoniti quello che accade intorno. Siamo in uno dei più importanti ospedali di Firenze, il Nuovo San Giovanni di Dio a Torregalli, dove la sala d’attesa del pronto soccorso è ‘invasa’ ogni sera da persone senza fissa dimora. Che danno in escandescenze, si ubriacano, litigano. La sensazione, entrando in quello spazio dove c’è gente in attesa, è quella del bivacco. Sembra di essere in un suk, dove si beve vino fino a ubriacarsi, si urla, si litiga arrivando alle mani.
La situazione è diventata fuori controllo con l’ondata di gelo delle settimane scorse, ma prosegue ancora, come racconta il personale che ogni giorno e ogni notte si avvicenda al pronto soccorso. Non sono mancate situazioni limite; con liti e urla talmente aspre da indurre gli infermieri a consentire ai parenti l’accesso a una delle stanze interne del pronto soccorso; mentre avveniva questo ‘trasloco’ provvisorio uno degli ‘ospiti’ orinava tra le macchinette del caffè, di fronte alla porta del reparto terapia intensiva. È proprio questo spazio uno dei più gettonati dai senza fissa dimora, incuranti del via vai che proviene dal vicino reparto di terapia intensiva e delle persone che aspettano un cenno di miglioramento nelle disperate condizioni dei propri familiari ricoverati. L’invasione quotidiana vede una decina di homeless entrare nella sala d’attesa e contendersi le sedie tra i parenti dei ricoverati. Toni di voce sopra le righe e vino in cartone d’ordinanza per passare la serata. I parenti dei ricoverati guardano allibiti, costretti ad attendere in mezzo al tanfo e agli schiamazzi. La richiesta fatta alla Asl di una vigilanza che risolva il problema non pare essere destinata ad accoglimento, almeno in tempi brevi.
Interpellata sulla vicenda, l’Azienda sanitaria comunque già da tempo al corrente di quanto accade al pronto soccorso di Torregalli, getta acqua sul fuoco: «Capiamo benissimo il problema», spiega l’Asl fiorentina. «C’è infatti un piano integrato con il Comune per cercare soluzioni diverse. In periodi di freddo intenso come quello che stiamo vivendo, l’emergenza aumenta e le nostre strutture si prendono cura di tutte le persone in difficoltà».

MA NON C’È solo il pronto soccorso: sempre il personale sanitario dell’ospedale fiorentino racconta di ‘invasioni’ in corsia o nelle sale d’attesa dei reparti, tant’è un clochard è stato sorpreso dormire su un divanetto al sesto piano dell’ospedale. Ma non solo: le infermiere a volte se li ritrovano anche sui letti vuoti.
Emarginazione e solitudine quella dei senza fissa dimora, che però non deve diventare mancanza di rispetto per chi si trova in una situazione di dolore e ansia per la salute di un congiunto.
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