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Il primo cittadino uscente è sostenuto da ben sette liste civiche. Gli altri in corsa sono Luigi Castelletti, Michele Bertucco, Luca Castellini, Patrizia Badii, Ibrahima Barry e Gianni Benciolini
Verona, 5 maggio 2012 - Dovrebbe vincere senza nessun problema, Flavio Tosi, amatissimo sindaco di Verona che si ricandida col sostegno non solo dei leghisti ma anche di gran parte moderata della città. Per lui infatti da via Bellerio è stata prevista una deroga amplissima: corsa non in solitario ma addirittura con ben sette liste civiche che comprendono anche correnti ribelli del Pdl. E dopo gli scontri interni, Tosi ha dovuto incassare anche gli attacchi degli ex alleati del Pdl, a cui ha soffiato mezza classe dirigente, che è stata sospesa e che si ricandida nelle liste civiche che sostengono Tosi.
A suo favore anche un’Alleanza per Verona, che si ispira all’Api di Francesco Rutelli. «Lega del futuro» ha definito Roberto Maroni il laboratorio veronese, su cui si conta per esorcizzare gli scandali della family. E infatti ieri, mentre Umberto Bossi si è dovuto accontentare di un comizio a Monza in stile vecchia guardia dopo quello di Silvio Berlusconi, Maroni ha trascorso l’intera giornata a Verona. Mano nella mano col suo Flavio. Un ‘amore’ molto solido, ma come fu per Giulietta e Romeo anche molto avversato dall’ala bossiana del Carroccio.
Nella città cara a Shakespeare sono comunque in sette a sfidarsi per conquistare la poltrona di Palazzo Barbieri, anche se le chance sono soltanto, oltre che per il primo cittadino uscente, per Luigi Castelletti (sostenuto da Pdl, Udc, Fli e moderati) e Michele Bertucco, voluto dal Pd. Per sostenere il vincitore delle primarie del centrosinistra, sono arrivati in riva all’Adige Enrico Letta, Pier Luigi Bersani, Rosy Bindi e Nichi Vendola. Castelletti ha avuto invece Pier Ferdinando Casini che prevede un ballottaggio contro la Lega e la vittoria».
Gli altri in corsa sono Luca Castellini di Forza Nuova, Patrizia Badii di Veneto Stato, Ibrahima Barry di Alternativa Comunista e Gianni Benciolini del Movimento 5 stelle. I grillini sono dati in ascesa un po’ dappertutto, ma certo qui non sono in grado di impensierire il sindaco uscente.
Ieri sera comizio di chiusura di Tosi in Piazza dei Signori. Accanto a lui Maroni e il battagliero Matteo Salvini che non ha mancato di ricordare come il fronte dei Barbari sognanti giudichi inopportuna la ricandidatura di Bossi alla segreteria del movimento. E quale fronte migliore di quello veronese, per rimarcare la linea vincente all’interno della Lega Nord? Ieri infatti il sindaco ribelle che voleva ricandidarsi mettendo il suo nome in lista veniva minacciato di espulsione da via Bellerio. Oggi la lista Flavio Tosi campeggia nei manifesti elettorali. E lui è talmente sicuro di sé da dire: «Se dovesse andare male tornerò a fare il programmatore, una professione che mi è sempre piaciuta». Ma per il quarantaduenne veneto Maroni ha ben altri progetti: «Flavio è un cardine, uno dei pilastri come dirigente della Lega» ha detto.
Rossella Minotti