Notizie locali Bologna / Modena / Pesaro / Rimini / Firenze / Arezzo / Livorno / Prato / Milano / Bergamo / Lodi / Monza Brianza Tutte le città

"Egoismo e destra estrema: a rischio l'idea di Unione"

Lo storico Pierre Milza: oggi come negli anni Trenta

"Una destra estrema, virulenta e populista, che sembrava sotto controllo, congelata da qualche parte, sta riapparendo ovunque"

di Giovanni Serafini

Nicolas Sarkozy e François Hollande (AFP)
Nicolas Sarkozy e François Hollande (AFP)

di Giovanni Serafini

PARIGI, 6 maggio 2012 - «L’EUROPAè a una svolta, vive un momento storico. Le elezioni in Francia, ma anche in Grecia, in Italia, in Serbia e nei Land tedeschi rappresentano un tornante decisivo. Io sono uno storico, non sta a me immaginare cosa troveremo dietro la curva: ma un paragone col passato può essere istruttivo». Parla Pierre Milza, storico francese di fama internazionale, autore di studi su ‘Il nuovo disordine mondiale’, ‘Relazioni Internazionali’, ‘Mussolini’, ‘Fascismo italiano e francese’.

Professore, che cosa emerge dal confronto col passato?
«In queste ultime settimane ho constatato la sempre maggiore somiglianza fra la grande crisi degli anni Trenta e quella odierna. In poco tempo, a causa dell’aggravarsi della situazione economica, abbiamo visto salire violentemente in superficie, ieri come oggi, fenomeni che sembravano completamente dimenticati: il protezionismo, cui si affianca l’egoismo nazionale. Come negli anni 1932-33, si rafforza la convinzione che ogni paese debba sbrigarsela da solo. Non basta: stiamo assistendo alla crescita potente di un’estrema destra che non è fascista, ma nazional-populista, il che non è certo meglio. Questa destra virulenta sembrava sotto controllo, congelata da qualche parte, ed ecco invece che riappare dappertutto, che si rafforza, che si radicalizza costringendo i leader della politica non dico a venire a patti con lei, ma come minimo a tenerne conto. Basti pensare agli ultimi discorsi di Nicolas Sarkozy».

Stiamo assistendo al fallimento dell’ideale europeo nato nel secolo scorso?
«Non lo so, non posso e non voglio dirlo. Incontestabilmente c’è un cambio di orientamento che tocca molti paesi, anche se non con la stessa intensità: l’estrema destra in Grecia è molto più pericolosa e radicale di quella francese. C’è una minaccia per la democrazia e forse addirittura per la sopravvivenza dell’idea di Europa, che m’inquieta particolarmente».

Non pensa che il problema per l’Europa sia il contrasto fra la necessità del rigore economico e la forte sofferenza sociale provocata dall’austerity?
«Sì, e anche questo ci riporta agli anni Trenta. L’Europa è alle prese con una crisi economica, finanziaria, sociale e morale. È spalle al muro: se non vuole che tutta la costruzione crolli di colpo, deve decidersi a scegliere: non si può avere la crescita senza l’austerità e il rigore, non possiamo pretendere a un tempo il burro e i soldi del burro».

Che impressione ha di Sarkozy e Hollande? Chi sceglierebbe?
«Credo che Sarkozy, anche se non voterò per lui, sia più armato, più adatto a parlare con i partner europei, anche perché ha già iniziato a farlo, mentre Hollande non ha esperienza in tale campo. Detto questo, neanche Truman aveva pratica di politica estera, eppure si rivelò uno stratega internazionale di primissimo ordine».

Se sarà eletto Hollande, si aspetta grandi sorprese?
«La grande sorpresa sarebbe che riuscisse ad imporre alla Germania una politica diversa. Se non ci riuscirà, come temo, votare Hollande sarà stato inutile. La Francia andrebbe a sbattere contro il muro. Spero di sbagliarmi».


  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2013 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by