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Due miliardi e mezzo al Sud
Più risorse per giovani e imprese

Ma il governo avverte: "Il rigore non è finito"

Il ministro Fornero: "Il governo destinerà 50 milioni per sperimentare la nuova social card. Coinvolgerà città del Nord e del Sud con 250mila abitanti" di Elena G. Polidori

Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero (foto Ansa)
Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero (foto Ansa)

ROMA, 12 maggio 2012 - IN UN MOMENTOdi crisi come questo, il rischio più pesante è quello che il Paese vada avanti a due velocità. Ecco perché Mario Monti ha deciso di varare un piano di riprogrammazione dei fondi per il Mezzogiorno con l’intento di dare una spinta propulsiva al Sud, partendo dalle famiglie.
In arrivo fondi per una maggiore cura dell’infanzia e per gli anziani, nuove opportunità per i giovani insieme con interventi a favore delle imprese e investimenti per la cultura. Il premier ha presentato il progetto insieme con il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, e a quello per la Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi, presente anche il ministro del Lavoro, Elsa Fornero.

«PONIAMO l’equità in primo piano, con capacità di attenzione a chi rimane indietro; è importante creare circuiti di partecipazione, noi lavoriamo per realizzare pienamente in Italia un’economia sociale di mercato — ha spiegato il premier — proponendo nel piano sociale una particolare attenzione per alcune regioni del Mezzogiorno dove il problema è più acuto e dove ci sono risorse che si possono usare subito». Il tempo del rigore, tuttavia, non è ancora finito. «Lavoriamo per realizzare pienamente e far crescere un’economia sociale di mercato competitiva, anzi come dice il trattato di Lisbona, altamente competitiva: il governo può essere costretto, in alcune fasi, a concentrarsi più su alcuni aspetti, ma vogliamo dare in questo momento in cui il rigore non è certamente finito, il senso di una respirazione civile e sociale».

PERÒ I RISCHI
che la crisi porti con sè un aggravamento delle condizioni di chi già si trova in situazioni di disagio è molto forte. A parere di Monti l’impegno del governo deve essere puntato a lavorare per attenuare «il disagio per la povertà di chi è più colpito dalla crisi e nel medio termine di ridurre le famiglie a rischio povertà». Per quanto riguarda i giovani, i fondi ammontano a 220 milioni di euro. Le risorse saranno destinate a interventi contro la dispersione scolastica, il no profit, a nuovi interventi per la crescita: finanziamenti per l’autoimpiego e l’imprenditoria giovanile; iniziative per l’apprendistato, promozione di metodi applicati di studi e ricerca nelle Università attraverso l’azione di ricercatori italiani all’estero.

SULLA RIPARTIZIONE dei fondi, Monti ha spiegato che la riprogrammazione riguarda 2,3 miliardi di euro dei fondi comunitari nelle regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, «de-finanziando interventi con criticità di attuazione, obsoleti o inefficaci». Di questi 2,3 miliardi, 845 milioni sono destinati a obiettivi di inclusione sociale: cura dell’infanzia (400 milioni); cura degli anziani non auto-sufficienti (330), integrazione della politica dell’istruzione contro la dispersione scolastica con azioni per la legalità nel territorio (77), progetti promossi da giovani del privato sociale (38 milioni). Gli altri interventi per 1,498 miliardi sono rivolti a rifocalizzare la competitività e l’innovazione delle imprese nelle quattro regioni del Meridione. «Dentro la crisi — ha spiegato Riccardi — c’è una crisi umana forse più grave. Ci sono tante famiglie che sono diventate vulnerabili e qui occorre operare».


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