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La curiosità: il successore di Sarkozy fa fermare al rosso il corteo di auto blindate
di Giovanni Serafini
di Giovanni Serafini
PARIGI, 16 maggio 2012 - I TAPPETIrossi e gli specchi dorati dell’Eliseo, i colpi di cannone sparati dagli spalti degli Invalidi, le strette di mano, le grida della folla, la Marsigliese ogni dieci minuti, la pioggia, il vento, l’immagine del nuovo presidente di Francia zuppo d’acqua, bagnato fradicio all’Arco di Trionfo, ma eretto, felice, sorridente. E poi, nel pomeriggio, il fulmine che colpisce il suo jet mentre è in volo per Berlino, e l’immediato dietrofront, il rientro a Parigi, il cambio al volo (è il caso di dirlo) del Falcon 900 per andare finalmente ad incontrare Angela Merkel...
Per il presidente ‘normale’ François Hollande quella di ieri è stata una giornata anormale. Densa di appuntamenti, pacche sulle spalle, abbracci, frasi sussurrate all’orecchio, inni militari, scarrozzate sull’auto decappottabile proprio nel momento in cui in cielo si aprivano le cataratte. Per fortuna c’era al suo fianco Valérie Trierweiler, la sua compagna: una ‘première dame’ solida, sorridente, capace di incutere fiducia e buonumore anche se hai l’aria di uno che è caduto vestito nella piscina, anche se la folgore si abbatte sul tuo aereo.
IL PASSAGGIOdei poteri all’Eliseo è stato celebrato ieri mattina con un rituale degno di Luigi XVI, ma François Hollande ha fatto di tutto per esibire il suo spirito repubblicano. Ha chiesto all’autista di fermarsi al semaforo rosso e di cedere il passaggio ai pedoni (mai vista una cosa simile nel contesto di un corteo ufficiale); ha scelto per spostarsi da un capo all’altro della città non una grossa limousine ma una vettura media, ecologica e made in France, una Citroen DS5 ibrida con motore diesel ed elettrico. Su quell’auto scoperta, in piedi, aggrappato a una barra metallica, ha percorso tutti gli Champs Elysées fino all’Arco di Trionfo. Poi, infrangendo il protocollo e facendo impazzire le guardie del corpo, è andato a destra e a sinistra a salutare la folla.
TORNATO all’Eliseo ha brindato con i collaboratori e un piccolo gruppo di invitati, fra cui non c’era Ségolène Royal, l’ex compagna che gli ha dato quattro figli; in compenso l’ha vista e abbracciata più tardi, al ricevimento organizzato dal sindaco Bertrand Delanoe all’Hotel de Ville. Valérie è rimasta in un angolo, discreta, poi lo ha preso sottobraccio e lo ha portato via. Con lo stesso gesto il presidente uscente Sarkozy, dopo aver ricevuto ieri mattina il suo successore all’Eliseo ed essersi in trattenuto a quattr’occhi con lui per una mezzora, ha preso per mano Carla Bruni e si è avviato all’auto che aspettava nel cortile. Addio Eliseo: lei con una mise insolita per il tipo di cerimonia, pantaloni (sgualciti) e giacca nera, ancora con qualche chilo di troppo dopo il parto dell’ottobre scorso, sorrideva e faceva ciao con la manina, ma si vedeva che era nervosa, tesa dopo lo stress delle elezioni.
Nel suo primo discorso da presidente Hollande ha evocato la necessità di trovare «una nuova strada per l’Europa», un «nuovo patto» che associ al rigore la crescita e porti «uno stimolo indispensabile all’economia».