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Ticket sanitari,
tira aria di stangata:
fino a 200 euro per i ricoveri

Il ministro Balduzzi nega e poi ammette: saranno misure eque

Riunione al ministero della Salute  per illustrare ai partiti il piano: due ipotesi per risparmiare 5 miliardi nel biennio 2012-2014

Un ospedale
Un ospedale

ROMA, 14 giugno 2012 - LA STANGATAsui ticket? No. Anzi, sì, ma è colpa di Tremonti. E’ clamoroso il balletto del quale si è reso protagonista il ministro della Salute Renato Balduzzi. Che prima nega («si tratta di ipotesi destituite di ogni fondamento») e poi ammette che si sta lavorando «a strumenti e misure in materia di ticket» per modificare quanto previsto dal governo Berlusconi.
In mattinata al ministero viene indetta una riunione con tecnici ed esponenti delle forze politiche nella quale — visti i 2 miliardi di aumento dei ticket prevista dalla finanziaria 2011 a partire dal 2014 — si prospettano due ipotesi di lavoro per rimodulare i ticket.

LA PRIMA ipotesi è una franchigia sulla base del reddito (dal 7 al 9 per mille). Questa è la strada preferita dal ministro Balduzzi, ma sul tavolo è stata messa che una seconda opzione. Una rimodulazione dei ticket per sei scaglioni di reddito: sotto i sei mila, sotto i 12 mila, sotto i 18 mila, sotto i 30 mila, sotto 40 mila e oltre i 40 mila. La prima fascia sarebbe del tutto esente, dai 12.000 euro in su si inizierebbe a pagare uno o due euro sui farmaci, da 10 euro a 180 per i ricoveri in day hospital e da 10 a 200 per i ricoveri ordinari. L’obiettivo è ambizioso: risparmiare 5 miliardi di euro di spesa sanitaria nel biennio 2012-2014.

LE NOTIZIE filtrano e il senatore Ignazio Marino, responsabile sanità del Pd, conferma. «Stamattina — dice — siamo stati convocati dal Ministro e ci è stata ipotizzata la possibilità di ticket per sei fasce di reddito sulla base dei quali solo i contribuenti sotto i 12 mila euro di reddito sarebbero esenti. I commenti di tutte le forze politiche e istituzionali presenti sono stati negativi. E personalmente non sono, e come Pd non siamo, disponibili a qualsiasi forma di aumento della tassazione della sanità. Innanzitutto perché ci sono gravissimi problemi di efficienza della spesa. Prima solo di immaginare ticket o franchigie è necessario e urgente ricondurre il sistema a un controllo della sua gestione economica». E anche nel Pdl la reazione è un ‘no’ netto. «Siamo indisponibili a qualsiasi strada impositiva. Nessuno può negare — ha detto da parte sua Tomassini (Pdl) — che si debbano recuperare cinque miliardi di euro, ma dobbiamo essere sufficientemente lungimiranti da pensare a percorsi alternativi rispetto a interventi rozzi da chirurgia di guerra, improponibili in questo momento».

VISTE le reazioni, Balduzzi nel pomeriggio confermerà che «il ministro è impegnato a individuare strumenti e misure che disegnino un percorso alternativo in relazione all’insostenibilità sociale che avrebbe una mera applicazione di quanto a oggi fissato in materia di ticket: questo è il senso dell’incontro di questa mattina». «L’alternativa alla quale si sta pensando — ammetterà — è una modalità di partecipazione che sia socialmente più equa: il contributo che ciascun assistito può essere chiamato a dare sarà di imposto modesto e comunque correlato al reddito familiare». Come dire, ci saranno altre tasse in arrivo.
A. Farr.

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