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La casa al centro della crescita
E scatta il piano per le nuove città

Matteo Palo
ROMA
CI VORRÀ ancora qualche giorno per la firma del Quirinale e la pubblicazione ufficiale. Il decreto Sviluppo, infatti, è ancora un cantiere aperto. Approvato con la formula ‘salvo intese’ dal Consiglio dei ministri di venerdì, potrebbe essere sottoposto a qualche revisione dell’ultimo minuto prima di essere ufficializzato. Eppure, ...
Matteo Palo
ROMA
CI VORRÀ ancora qualche giorno per la firma del Quirinale e la pubblicazione ufficiale. Il decreto Sviluppo, infatti, è ancora un cantiere aperto. Approvato con la formula ‘salvo intese’ dal Consiglio dei ministri di venerdì, potrebbe essere sottoposto a qualche revisione dell’ultimo minuto prima di essere ufficializzato. Eppure, già adesso appare evidente come il pacchetto più importante di questo provvedimento composto di sgravi, incentivi e semplificazioni sia quello per la casa. Un pacchetto che parte dal prolungamento degli ecoincentivi per la riqualificazione energetica, passa per il rafforzamento delle detrazioni sulle ristrutturazioni e arriva a un progetto di grande avvenire: il piano città.

PARTIAMO dal bonus per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, utilizzabile per impianti come le caldaie a condensazione o i pannelli solari termici. Attualmente la detrazione è fissata al 55% e sarebbe scaduta a fine 2012. Il governo avrebbe voluto renderla stabile, per incentivare i cittadini a rendere più efficienti i loro edifici, ma alla fine ha optato per una semplice proroga della detrazione. Si potranno detrarre gli interventi di riqualificazione energetica fino al 30 giugno 2013. Il bonus, però, per il periodo della proroga scenderà dal 55 al 50%. Una serie di limitazioni che il ministro Passera non avrebbe voluto. Il suo programma originario era di rendere stabile questa detrazione. Ma la misura sarebbe costata qualcosa come 166 milioni di euro all’anno.
Di fatto, secondo i nuovi piani, il vecchio 55% sarà allineato al secondo bonus previsto per l’edilizia residenziale: quello per le ristrutturazioni. Anche in questo caso si parla di possibilità di detrarre delle spese, ma stavolta si tratta di quelle per le ristrutturazioni edilizie. Il tetto per questo sgravio, fino ad oggi, era fissato al 36%. Con il decreto Sviluppo sale fino al 50% ma con un limite massimo, pari a 96mila euro. Anche in questo caso la variazione vale fino al 30 giugno 2013. E anche in questo caso il governo avrebbe voluto, nei suoi progetti originari, aumentarla in maniera stabile. Ma non è stato possibile. Spulciando le relazioni tecniche di preparazione del decreto, infatti, si scopre che la misura costa all’Erario, in termini di minori entrate, qualcosa come 314 milioni di euro ogni anno. Troppi perché lo Stato potesse rinunciare per sempre a questa quota di Irpef.

A QUESTE due misure se ne aggiunge una terza, di più lenta realizzazione ma altrettanto interessante: il piano città. Lo scopo del piano è realizzare la riqualificazione di aree urbane in tutta Italia, attraverso la costruzione di infrastrutture, parcheggi, nuovi edifici ad alta efficienza. Tutto questo sarà coordinato da una cabina di regia istituita presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che avrà il compito di avviare con i singoli Comuni le operazioni di valorizzazione urbana. Utilizzando, a questo fine, fondi nazionali e comunitari da investire nel piano.
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