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Con la conferma della ri-discesa in campo, Berlusconi crea scompliglio. Formigoni mugugna, il sindaco di Roma Alemanno vuole le primarie di Alessandro Farruggia
di Alessandro Farruggia
Roma, 15 luglio 2012 - Tira vento a via dell’Umiltà. Il Cavaliere — che ieri ha confermato al nostro giornale la ri-discesa in campo — sta pianificando un tornado che vedrà molti, big e non, ai margini o alla porta. Dagli ex ministri come Giulio Tremonti e Giorgia Meloni (che pensano entrambi a uscire dal partito dando vita ad aggregazioni distinte, se la legge elettorale lo permetterà), ai senatori come Pisanu (in rotta da tempo) e Dini, a ultraliberali delusi come Stracquadanio, che ha fiutato l’aria e se ne è già andato sbattendo la porta.
Ma il malumore è forte anche in sindaci come come Gianni Alemanno che ieri l’ha detto chiaramente: a Berlusconi preferisco le primarie. «Continuo a pensare — ha detto a Torino l’ex An — che le primarie siano un passaggio ineludibile per il centrodestra, non solo per il Pdl. Quindi, continuo a essere favorevole al loro svolgimento. Penso che la candidatura di Berlusconi abbia un valore per fare aumentare lo spazio del Pdl in quanto partito più che avere una valenza per lo schieramento di centrodestra». «Ecco — ha aggiunto — perchè ho chiesto al mio partito, prima della decisione definitiva, di riunire gli organi e di fare un grande confronto politico perchè sicuramente la candidatura di Berlusconi porta più avanti il Pdl, ma rischia di non essere utile alla riaggregazione del centrodestra, che necessiterebbe di una novità». Una bocciatura netta che Alemanno cercherà di spiegare a Berlusconi in un incontro fissato per mercoledì.
Perplessi anche governatori come Formigoni e quell’area che ruota attorno a Franco Frattini, Raffaele Fitto, Guido Crosetto e Maurizio Lupi che come Alemanno avrebbero voluto la conferma di Alfano. «Il candidato del Pdl può restare Berlusconi — ha confessato ieri Frattini a Liberal — ma dobbiamo aprire una nuova prospettiva politica in continuità con gli impegni presi da Monti». Fuor di virgolette, accettiamo la ricandidatura perchè non possiamo fare altrimenti, ma lavoriamo per un Monti bis. Critica da tempo l’area vicina a Scajola. E molto perplessi sul rientro in pista di Berlusconi anche gli ex colonnelli An: da La Russa a Matteoli a Gasparri.
Quest’ultimo durissimo alla convention dei Cristiano Riformisti: «Gli improvvisatori vanno messi alla porta. Oggi dico queste cose senza fare i nomi e i cognomi, la prossima volta li farò. Basta con i pagliacci che inquinano il dibattito e che non hanno ruoli nel partito, basta con improbabili consiglieri del principe, siamo stufi». Il riferimento — pare — sarebbe a consulenti come Diego Volpe Pasini (il papà del discusso progetto liste civiche) e a Maria Rosaria Rossi, deputato influentissima e assai vicina al Cavaliere, che avrebbero spinto per un ritorno in campo di Berlusconi e per un robusto repulisti. Ma Berlusconi tira dritto, e con lui questa linea segnalano Verdini e Dell’Utri, l’ex governatore veneto Giancarlo Galan, Fabrizio Cicchitto, Gaetano Quagliarello, Micaela Biancofiore. Obiettivo, superare il Mar Rosso delle prossime elezioni con meno danni possibile.
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