Bologna
/ Ancona
/ Ascoli
/ Cesena
/ Civitanova Marche
/ Fano
/ Fermo
/ Ferrara
/ Forli
/ Imola
/ Macerata
/ Modena
/ Pesaro
/ Ravenna
/ Reggio Emilia
/ Rimini
/ Rovigo
Il formattatore Di Sorte, ala giovane del Pdl, dopo l'annuncio del ritorno in campo di Berlusconi: “Sono deluso, ci avevano promesso le primarie” di Fabrizio Lucidi
MILANO, 16 luglio 2012 - ANDREA DI SORTE, 28 anni, laureato, assessore comunale a Bolsena, nel Lazio, ha dato inizio al movimento dei ‘formattatori’ nel Pdl con un tweet, il 9 gennaio 2012.
«E rivendico il successo», dice con orgoglio. A fine maggio, a Pavia, i formattatori avevano addirittura ‘strappato’ all’ufficio di presidenza del Pdl la promessa di fare le primarie per scegliere il candidato premier. Ma la discesa in campo di Berlusconi ha mandato all’aria i loro progetti.
Come avete vissuto la decisione di Berlusconi di correre come candidato premier?
«Continueremo a combattere le nostre battaglie. Non ci preoccupa la candidatura di Berlusconi, quanto la scomparsa del termine primarie dall’agenda del partito. Il problema non sono le persone, ma le regole. Se non ci dotiamo di nuove regole per ricostruire il Pdl, non abbiamo prospettive. E prenderemo un’altra batosta. L’ufficio di presidenza del Pdl l’8 giugno ha stabilito il meccanismo delle primarie. Si parlava del 30 settembre come data, poi di metà ottobre. Ora, è tutto finito. E noi formattatori ci chiediamo dove sono finiti tutti quei dirigenti che avevano accolto con toni di giubilo le primarie, i candidati Galan, Sgarbi, Santanché. Non c’è coerenza».
E sul fronte della riforma elettorale?
«Siamo d’accordo sul ritorno delle preferenze, così non avremo più le Minetti fra i piedi. Ma il sistema delle preferenze non è il migliore: basta vedere la Lombardia, dove chi ne ha prese di più è stato indagato o arrestato».
Cosa chiedete ora?
«Segnali di rinnovamento, gli stessi che chiede la gente che bussa al mio ufficio. Le idee sono sempre quelle del ’94: meno Stato, meno burocrazia, più libertà. Ma le idee ‘camminano’ sulle facce di chi le porta. E le facce nel Pdl sono sempre le stesse... La politica non deve essere un mestiere, come pensano troppi dirigenti del Pdl. Chi ha finito l’impegno politico, torni a lavorare. Come farò io».
State pensando di costruire un altro partito?
«Mai. Alcuni ci chiedono di unirci al rottamatore del Pd Matteo Renzi, altri invocano il partito dei sindaci. Io credo nel Pdl, ma pretendiamo segnali».
Cosa pensa di Renzi?
«Che i vertici del Pd lo stanno prendendo in giro. Gli hanno promesso le primarie, ma alla fine il candidato lo decideranno al chiuso di una stanza: sempre le stesse facce, Bersani e D’Alema, che piangeva per il crollo del muro di Berlino ed è ancora lì. Renzi sta cercando di scardinare un sistema sbagliato. Come a noi, gli stanno mettendo i bastoni fra le ruote».
Possibili alleanze tra formattatori del Pdl e rottamatori del Pd?
«Solo su alcuni punti comuni, come riduzione del digital divide o la lotta agli sprechi e alla burocrazia. Ma ognuno dalla sua parte: noi nel centrodestra, loro nel centrosinistra».
Fabrizio Lucidi
Segui le notizie di Quotidiano.Net su Facebook