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L’Italvolley a pieni voti

dall’inviato

Angelo Giorgetti
Londra
UN ORO PERSO al penultimo tiro per due millimetri, un argento vinto per dimenticare Pechino e quella finale con l’ultimo colpo da luna park che lo portò dai riflettori al buio. Niccolò Campriani sorride e sembra sincero. Ma questi robot di carne sono gente strana. Sparano fra un ...
dall’inviato

Angelo Giorgetti
Londra
UN ORO PERSO al penultimo tiro per due millimetri, un argento vinto per dimenticare Pechino e quella finale con l’ultimo colpo da luna park che lo portò dai riflettori al buio. Niccolò Campriani sorride e sembra sincero. Ma questi robot di carne sono gente strana. Sparano fra un battito e l’altro del cuore per limitare le oscillazioni, in gara nascondono le emozioni come giocatori di poker o serial killer, a seconda dei momenti; nelle loro tute improbabili — un misto fra fantini e motociclisti — conservano l’energia muovendosi lenti come bradipi. E poi tenendo immobile la carabina riescono a colpire un bersaglio di zero virgola cinque millimetri da dieci metri. Bang.

NICCOLÒ CAMPRIANI — il vincitore annunciato dopo il dominio ai mondiali — sembra contento anche per il secondo posto: «Da zero a dieci sono contento undici — dice a caldo — perché è un gran risultato dopo la gara più difficile della mia vita». Sarà. Il sorriso ha una lievissima smorfia che contrasta con la sincerità presunta, ma l’ingegnere fiorentino di 25 anni (laurea in Usa) riconquista una sfumatura convincente nella voce: «Dico davvero, Moldoveanu è stato bravissimo e io ho voluto accelerare il penultimo colpo per anticipare gli applausi, me li aspettavo da un momento all’altro in cuffia. E’ stato un riflesso nervoso, ho sbagliato di due millimetri e lui invece è stato più costante». Grande animazione qui nel Royal Artillery Barrack, dove i cronisti indiani festeggiano il terzo posto di Gagan Narang ondeggiando per la sala con i loro turbanti modello pascià. Intorno a Campriani c’è invece un gruppo di cronisti italiani che non sa da quale parte cominciare. Una festa controllata. Vabbè Niccolo, poteva andare meglio. O no? «Questa storia che io fossi favorito mi ha accompagnato per tutti questi giorni, ma alla fine di questa gara dico che va bene così. E poi ho anche gara nella carabina a tre posizioni, quella da 50 metri. Quella sì che è la mia specialità».
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