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GALIAZZO E QUINTAVALLE CHE FLOP

dall’inviato Leo Turrini
Londra
BEH, IN FONDO il Barone Pierre De Coubertin, l’uomo che reinventò l’Olimpiade, lo aveva detto. Signore e signori, l’importante è partecipare. Dopo di che, estraete i fazzoletti. Nel senso che, con buona pace del Barone, chi perde piange. Tanto. A dirotto. Dolorosamente. Malinconicamente. E’ stata una giornata ...
dall’inviato Leo Turrini
Londra
BEH, IN FONDO il Barone Pierre De Coubertin, l’uomo che reinventò l’Olimpiade, lo aveva detto. Signore e signori, l’importante è partecipare. Dopo di che, estraete i fazzoletti. Nel senso che, con buona pace del Barone, chi perde piange. Tanto. A dirotto. Dolorosamente. Malinconicamente. E’ stata una giornata di lacrime, il lunedì londinese, per la spedizione azzurra. Sembrava una fontana Rossella Fiamingo, ventuno anni appena compiuti, spadista siciliana nota alle cronache anche per essere la fidanzata di Luca Dotto, il nuotatore. Motivo dell’… allagamento idrico: la gentile signorina è stata eliminata nei quarti da una perfida cinese, tale Sun. Per una stoccata assassina, in sede di spareggio. «Ho commesso un errore imperdonabile — si è sfogata Rossella —. Ce l’avevo in pugno, la cinese. Ho buttato la medaglia». E giù a piangere.

DI LEGNO. Appena più composta Giulia Quintavalle, judoka di origini livornesi, splendida creatura che tanto ha già dato allo sport italiano. Per capirci, quattro anni fa a Pechino la ragazza aveva vinto, nella categoria dei 57 chilogrammi. Stavolta, ciccia: Giulia è precipitata nel girone infernale dei ripescaggi, si è tirata fuori con l’orgoglio, è arrivata a combattere per il bronzo. Premio di consolazione, ok. Non incassato: una americanina, tale Malloy, ha… schienato la campionessa uscente, costringendola ad accontentarsi della medaglia di legno. Reazione? Lacrime. «Sono delusa perché so che la vittoria era alla mia portata — ha confessato la Quintavalle —. Ci sono rimasta malissimo. Nel 2008 fu tutto perfetto, qui ho sbagliato troppo». E via, con un groppo in gola.

SULL’ERBA. Finito? Ma no. A Wimbledon, sulla sacra erba, Francesca Schiavone, in versione Leonessa spelacchiata, è stata presa a pallate dalla russa Zvonareva. Non è andata meglio a Sara Errani, eliminata dalla Williams meno fresca, la giunonica Venus. A casa anche Seppi, battuto da Del Potro, l’argentino. Fuori Galiazzo, l’arciere, trafitto da un messicano. In acqua, il Setterosa della pallanuoto è affondata a cospetto delle australiane. Ohi, qui va a finire che aveva ragione il Barone, perbacco.
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