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LA GINNASTICA TORNA A SORRIDERE

dall’inviato Angelo Costa
Londra
GUARDA VERSO la tribuna dove ha comprato i biglietti per la moglie Ilenia e la piccola Gaia («chissà se a dieci mesi ha capito che papà è ancora qui a giocare con gli anelli») e regala un sorriso che brilla molto di più del bronzo che ...
dall’inviato Angelo Costa
Londra
GUARDA VERSO la tribuna dove ha comprato i biglietti per la moglie Ilenia e la piccola Gaia («chissà se a dieci mesi ha capito che papà è ancora qui a giocare con gli anelli») e regala un sorriso che brilla molto di più del bronzo che porta al collo. Pur senza essere il signore degli anelli, Matteo Morandi è un uomo felice: alla terza Olimpiade corona la sua rincorsa al podio con una gara ben interpretata, che regala all’Italia una medaglia otto anni dopo Yuri Chechi, vendicando anche lo ‘scippo’ di Pechino a Coppolillo, tutti nella stessa specialità.
Sarebbe stato argento dietro il cinese Yibing Chen se il brasiliano Nabarrete Zanetti non avesse scavalcato entrambi con un’esibizione che ha impressionato più del dovuto la giuria, regalando il primo oro nella ginnastica al suo Paese, tradizionalmente più forte dove contano estro e fantasia piuttosto che puntigliosità e concentrazione.
«E’ STATA una sorpresa anche per me, gli hanno dato un punteggio oltre il prevedibile. Non so più cosa pensare, anche se questo non è uno scandalo», il contenuto rammarico del ct Allievi per una medaglia che il clan azzurro comunque sa godersi. Più di tutti chi l’ha conquistata, Matteo Morandi, brianzolo di trent’anni che a Velasca tiene casa, famiglia e un mezzo zoo («tre cani pastore, due maiali, un asino»), seguito in questo suo sogno olimpico dal fratello Marco arrivato dall’Italia in moto con la fidanzata, ma soprattutto dalla sua prima tifosa, la moglie, disposta anche a vederlo a Rio fra quattro anni: «Mi ha detto: fai come ti pare, basta che tu sia contento. Ma adesso conta che tu venga a casa a tenere un po’ Gaia».
PRIMA di scoprire il futuro, c’è un presente che viene dal passato: quinto ad Atene, sesto a Pechino, Morandi è un’altra scommessa vinta di uno sport dove chi invecchia bene non ha scadenza, come gli ha detto il fuoriclasse bulgaro Iovthcev, che a 39 anni ha affrontato la sua quinta finale in sei Olimpiadi da presidente della sua federazione.
«L’età un po’ si sente nel recuperare la fatica, ma sto bene di testa e di fisico e questa medaglia non è un punto d’arrivo — dice Morandi —. Volevo tornare a casa con qualcosa al collo, ci sono riuscito con una gara da voto otto, perché sono sempre rimasto tranquillo e ho finito senza sbagliare troppo. Da sergente dell’aeronautica vorrei fare un giro su un caccia, come passeggero intendo, non conosco i reality che hanno fatto propaganda alla ginnastica, ma se capita l’occasione non si sa mai. E’ un bronzo che dedico anche a Coppolillo, Chechi l’ho incontrato qui come commentatore, ma non mi ha dato consigli: quando lo rivedrò, gli dirò che non me ne servono più».
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