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Appello del Pdl: «No ai matrimoni omosex»

ROMA
LA CHIESA scende in campo per sollecitare un rinnovato impegno dei cattolici in politica, nei giorni in cui torna al lavoro il cantiere dei nuovi moderati, quello che dovrà dare una risposta in termini di rappresentanza anche ad una parte consistente dei credenti italiani. In politica «i cattolici siano ...
ROMA
LA CHIESA scende in campo per sollecitare un rinnovato impegno dei cattolici in politica, nei giorni in cui torna al lavoro il cantiere dei nuovi moderati, quello che dovrà dare una risposta in termini di rappresentanza anche ad una parte consistente dei credenti italiani. In politica «i cattolici siano sempre più numerosi e ben formati» è l’auspicio dell’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. L’invito non è generico e, anzi, tocca questioni su cui le forze politiche sono tornate a scaldarsi in questo rovente scorcio d’estate. La presenza dei cattolici, osserva l’arcivescovo, «non è codificata in formule specifiche, fatta salva la consapevolezza che sui principi di fondo non si può mercanteggiare». Una presa di posizione quasi ovvia per la Chiesa ma che si inserisce prepotentemente nella polemica, in corso, sollevata dal centrodestra verso i centristi di Pier Ferdinando Casini, chiamati a doversi confrontare con la sinistra laica di Sel a causa della dichiarata disponibilità ad un’alleanza con il Pd.

PROPRIO ieri, dopo giorni di attacchi ai centristi, 173 parlamentari del Pdl hanno reso noto un documento in cui sottoscrivono la loro opposizione «a qualsiasi tentativo di decostruzione della famiglia basata sul matrimonio». L’appello esprime una ferma opposizione al riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e delle unioni civili. Tra i firmatari, Eugenia Roccella, Raffaele Calabrò, Alfredo Mantovano, Maurizio Gasparri, Maurizio Sacconi e Gaetano Quagliariello. Nessun riferimento esplicito all’Udc, ma l’ex ministro del Lavoro, Sacconi critica «i molti cristiani propensi al facile moralismo con il prossimo ma molto indulgenti con la propria attitudine a mercanteggiare i principi fondamentali per qualche immediata vanagloria politica». E pare quasi una provocazione la candidatura alla Regione Sicilia — in vista del voto che si terrà il 28 ottobre — di Rosario Crocetta, eurodeputato del Pd, omosessuale dichiarato ma anche cattolico praticante, candidato sostenuto prima dall’Udc e ora ufficialmente anche dai democratici: «In alcune parti del Pd — assicura — la componente omofoba è più alta che nell’Udc».
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