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Commozione a Milano
per i funerali di Martini
L'omelia di Angelo Scola:
l'eredità è tutta nella sua vita

Benedetto XVI: "Un uomo di Dio"

L'addio al cardinal Martini in Duomo: tra gli altri hanno partecipato il premier Monti, il governatore Formigoni, il sindaco di Milano Pisapia. Celentano: "La Chiesa non sarà più la stessa". Tettamanzi: "Maestro e servo di questa Chiesa"

I funerali del cardinale Carlo Maria Martini (foto Afp)
I funerali del cardinale Carlo Maria Martini (foto Afp)

Milano, 3 settembre 2012  - Si sono conclusi i funerali del cardinale Carlo Maria Martini in Duomo a Milano. Grandissima la commozione dei fedeli: circa 20mila in tutto, tra i 600 all'interno dei del Duomo e i 15mila in piazza. Da sabato, apertura della camera ardente, è stato senza sosta l’omaggio dei milanesi al feretro dell’uomo che guidò la chiesa ambrosiana per 22 anni.

Al termine dei funerali l’arcivescovo Angelo Scola è uscito sul sagrato del Duomo per benedire le migliaia di persone che erano rimaste ammassate sulla piazza per seguire la Messa dai maxischermi. "Grazie - ha detto Scola -. Voi qui continuate l’abbraccio che già dentro il Duomo abbiamo voluto dare al cardinale Martini’’.
‘’La dipartita di questa personalità - aveva detto prima di uscire - non ci toglie la certezza che egli è vivo e accompagna ciascuno di noi nei suoi bisogni, nelle sue domande e nelle sue urgenze’’.

L'OMELIA DELL'ARCIVESCOVO SCOLA - L'arcivescovo di Milano, Angelo Scola, durante il funerale aveva pronunciato l'omelia: "Nella luce del Risorto, garante del tuo compiuto destino, sappiamo dove sei. Sei nella vita piena, sei con noi. Non siamo qui - ha aggiunto - per il tuo passato, ma per il tuo presente e per il nostro futuro".

Il cardinale Carlo Maria Martini "non ci ha lasciato un testamento spirituale, nel senso esplicito della parola. La sua eredità è tutta nella sua vita e nel suo magistero e noi dovremo continuare ad attingervi a lungo. Questo è il grande lascito del cardinale: davvero egli si struggeva per non perdere nessuno e nulla. Egli, che viveva eucaristicamente nella fede della risurrezione, ha sempre cercato di abbracciare tutto l’uomo e tutti gli uomini. Lo ha potuto fare proprio perché era ben radicato nella certezza incrollabile che Gesu’ Cristo, con la Sua morte e resurrezione, è perennemente offerto alla liberta’ di ognuno’’.

"Affidare al Padre questo amato Pastore - ha proseguito Scola - significa assumersi fino in fondo la responsabilità di credere e di testimoniare il bene della fede a tutti. Ci chiede di diventare, con lui, mendicanti di Cristo. La lunga vita del cardinale Martini è specchio trasparente di perseveranza, anche nella prova della malattia e della morte. Carissimi - ha aggiunto - siamo qui convocati dalla figura imponente di questo uomo di Chiesa, per esprimergli la nostra commossa gratitudine.
In questi giorni una lunga fila di credenti e non credenti si è resa a lui presente".

LA TUMULAZIONE IN FORMA PRIVATA - La salma del cardinale Martini è stata tumulata in forma privata nella navata sinistra del Duomo, ai piedi dell’Altare della Croce di San Carlo Borromeo. Erano presenti i familiari, l’Arcivescovo di Milano cardinale Angelo Scola, e il Capitolo del Duomo e del Consiglio Episcopale Milanese. Alla celebrazione dei funerali di Carlo Maria Martini hanno partecipato 12 cardinali, 38 vescovi e 1200 sacerdoti. Tra i cardinali Agostino Vallini, vicario generale di Sua Santità Benedetto XVI, Angelo Bagnasco, presidente della Cei, Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, Silvano Piovanelli, arcivescovo emerito di Firenze, Severino Poletto, arcivescovo emerito di Torino, Gianfranco Ravasi, presidente del Pontifico Consiglio della Cultura, Marco Ce', patriarca emerito di Venezia, e il cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa.
Alle Esequie hanno partecipato anche i rappresentanti delle altre chiese cristiane di Milano, della Comunità religiosa islamica e dell’Unione buddhista italiana.

BENEDETTO XVI - "E’ stato un uomo di Dio, che non solo ha studiato la Sacra Scrittura, ma l’ha amata intensamente, ne ha fatto la luce della sua vita, perche’ tutto fosse ‘ad maiorem Dei gloriam’, per la maggior gloria di Dio". Lo afferma Benedetto XVI nel messaggio inviato per i funerali del cardinale Carlo Maria Martini, letto durante la cerimonia dal cardinale Angelo Comastri, arciprete di San Pietro e vicario del Papa per la Città del Vaticano.

TETTAMANZI - Noi ti abbiamo amato per il tuo sorriso e la tua parola, per il tuo chinarti sulle nostre fragilità e per il tuo sguardo capace di vedere lontano, per la tua fede nei giorni della gioia e in quelli del dolore, per la tua arte di ascoltare e di dare speranza a tutti”. Lo ha detto il cardinale Dionigi Tettamanzi, ex arcivescovo di Milano, al termine della cerimonia funebre per il cardinale Carlo Maria Martini.

Il cardinale Tettamanzi ha poi ricordato che l’arcivescovo emerito di Milano gli ha “imposto le mani per la consacrazione episcopale": “lui è stato, per me come per tantissimi altri, punto di riferimento per interpretare le divine scritture, leggere il tempo presente e sognare il futuro, tracciare sentieri per la missione evangelizzatrice della Chiesa in amorosa e obbediente docilità al suo Signore. Il cardinale Martini mi ha accolto come suo successore sulla cattedra di Ambrogio e Carlo consegnandomi il pastorale mentre mi diceva ‘vedrai quanto sarà pesante’”. Al termine del discorso il cardinale Tettamanzi è stato lungamente applaudito dai fedeli presenti nella cattedrale, rompendo, così, una prescrizione data all’inizio del funerale che chiedeva ai fedeli di non applaudire.

LE AUTORITA' - In prima fila, accanto alla sorella Maris e ai familiari del cardinale Martini, anche le massime autorità, tra cui il premier Mario Monti, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia e il presidente della Provincia, Guido Podestà.  Tra i ministri presenti c’è anche quello della Sanità, Renato Balduzzi. Ci sono il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, Rosy Bindi, tutte le autorità locali, assessori e consiglieri comunali e regionali, e i vertici delle forze dell’ordine. Sono entrati in Duomo anche il presidente della Rai Anna Maria Tarantola, il presidente dell’Inter Massimo Moratti con la sorella Milly, il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati e il presidente del Tribunale di Milano, Lidia Pomodoro.

LA CAMERA ARDENTE - Fra gli altri sono passati a portare l’ultimo saluto al cardinale il leader della Cgil Susanna Camusso, il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri e il leader del Pd Pierluigi Bersani. (FOTO) Anche questa mattina centinaia di fedeli si sono messi in coda per sostare brevemente davanti al feretro dell’ex arcivescovo.

IL CARDINAL COMASTRI - “Il cardinale Martini è un figlio della Chiesa e non deve e non può essere usato contro la Chiesa, perché e’ stato fino in fondo figlio della Chiesa”, afferma il cardinal Angelo Comastri, vicario per la Città del Vaticano, al quale il Papa ha affidato il suo messaggio per le esequie di Carlo Maria Martini.

In un’intervista alla Radio Vaticana, il porporato commenta in particolare le polemiche circa i presunti tentativi del gesuita di opporsi all’accanimento terapeutico. “La Chiesa - ricorda - ha sempre rifiutato l’accanimento terapeutico. Sono strumentalizzazioni, come quando Madre Teresa disse: ‘io voglio le cure che fanno ai poveri, ho scelto i poveri e voglio muovermi nella fedeltà a questa mia scelta’. Ma questa non era eutanasia, assolutamente”.

I VESCOVI EUROPEI - Anche dal vertice dei vescovi europei arrivano parole di condoglianze per la scomparsa del cardinale Carlo Maria Martini. "Appresa la notizia della dipartita del cardinale Carlo Maria Martini - si legge in un comunicato - il Presidente del Ccee (Consiglio delle conferenze episcopali europee), il cardinale Pe’ter Erdo - arcivescovo di Esztergom-Budapest - esprime la vicinanza dell’episcopato europeo alla Chiesa di Milano che ha perso un rinomato pastore e un grande biblista". Il cardinale Martini aveva guidato il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (Ccee), dal 1986 al 1993, in anni ricchi di cambiamenti storici.

PISAPIA - L’arcivescovo emerito di Milano Carlo Maria Martini è stato "un grande uomo, un grande sacerdote e un grande maestro. Ora che non c’è più di lui rimane il suo insegnamento’’. Lo ha detto il sindaco di Milano Giuliano Pisapia lasciando il Duomo dove ha partecipato alle esequie del cardinale scomparso venerdì scorso.

CELENTANO - "Sentiremo forte la sua mancanza e non possiamo perdere la sua eredità. E’stato un faro che ha illuminato tutti noi e la Chiesa che, senza di lui, non sarà la stessa": cosi’ Adriano Celentano ricorda sul suo blog il Cardinale Carlo Maria Martini, le cui esequie verranno celebrate oggi pomeriggio nel Duomo di Milano. "Ho amato, stimato e ascoltato molto il Cardinale Martini - scrive l’artista in un post - . Un vescovo unico, illuminato per una Chiesa accogliente, senza esitazioni. Martini - sottolinea Celentano - ha sempre messo al centro di ogni idea o proposta, l’uomo e la sua dignità umana". E poi ricorda: "L’ho incontrato una sola volta in Duomo, purtroppo senza aver potuto scambiare con lui almeno due parole, ma è bastato vederlo, per capire che anche lui amava una Milano diversa da quella che abbiamo e quindi, un’Italia diversa".

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