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Speciale Racconto estate 08

RACCONTINO DELLA SERA / 14

Destini

Gabriele Lattanzio, 29 anni, infermiere di Cepagatti (Pescara). Attualmenteavora lavora a Milano

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Aveva sei anni quando quella sera spense la luce della camera e il pirata apparve, come per magia, pronto a ghermirlo per portarlo nel cimitero, per fargli del male. Ma lui era veloce. Istintivamente era corso a letto, nascondendosi sotto le coperte, rimanendo immobile. Immobile, questo lo ricordava benissimo. Per qualche ragione, Matteo sapeva che se non si fosse mosso, il pirata non avrebbe potuto far nulla, se non aspettare la notte successiva e ritentare l'assalto. E lui, ogni sera, spegneva la luce e correva a letto, in gara contro la paura. A volte, quel vecchio senza un occhio e con un grosso uncino al posto della mano sinistra si insinuava nella sua testa e lo proiettava nella necropoli.

Seduto su una tomba, fumava una pipa mentre fuochi fatui fluttuavano tra lapidi e cappelle, sfiorando la ghiaia per poi librarsi in alto, lasciando strascichi bluastri nell'aria. E parlava, grugniva, urlava. Matteo non capiva le parole che fuoriuscivano dalla sua bocca, erano suoni senza significato. In ogni caso, badava bene a non muoversi. E il pirata, dopo un po', desisteva e lo riportava a letto. Una notte si accorse che avrebbe potuto capitolare. Era una notte estiva e afosa, e lui non aveva sonno. Sudava copiosamente, resistendo alla tentazione di muoversi e dare sollievo ai muscoli che andavano intorpidendosi. Il vecchio era ancora lì, lo sentiva, e non aspettava altro. Un'ora. Due. Tre. Matteo si passò una mano sulla fronte. Non successe nulla. Provò a muovere la gamba destra. Niente. Con coraggio, si mise a sedere sul letto. Il pirata gli apparve davanti. Lo fissava. L'unico occhio bruciava di odio, l'uncino scintillava di luce propria. Matteo sorrise. Sapeva di aver vinto. Ma non sapeva cosa.

"Come sta?". "I medici sono ottimisti, potrebbe farcela". Mentre i suoi genitori parlavano, Matteo osservava impietrito il nonno, che respirava faticosamente, abbandonato nel letto. In piedi, fianco a lui, c'era il vecchio pirata. Sepolto da anni tra i ricordi d'infanzia, era riemerso con un nuovo carico di orrore. Il ragazzo si avvicinò e accarezzò la mano del nonno. Non sarebbero più andati insieme al fiume d'estate, non avrebbero mai più giocato a carte nei piovosi giorni invernali. Matteo fissò l'occhio sornione del pirata. Capì che da piccolo, nelle sue corse al letto d'ospedale, aveva vinto la vita.
 

 

il raccontino dell'estate

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