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A cura di
Matteo Leonelli
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25/05/2007 17:51
SALUTE

I pidocchi amano le bionde

le bambine bionde hanno i capelli più lisci e il parassita trova più facile saltare da un pelo a un altro disposto in parallelo. La 'transazione' per deporre l'uovo - uno per capello - risulta dunque meno difficoltosa

Pidocchi Milano, 25 maggio 2005 -  I pidocchi amano le bionde. Il motivo? È stato provato scientificamente da uno studio australiano: le bambine bionde hanno i capelli più lisci e il parassita trova più facile saltare da un pelo a un altro disposto in parallelo. La 'transazione' per deporre l'uovo - uno per capello - risulta dunque meno difficoltosa. Ad affermarlo è Carlo Gelmetti, responsabile del servizio di Dermatologia pediatrica nell'Istituto di scienze dermatologiche dell'università di Milano (Ospedale maggiore).
"Il target preferito dal pidocchio - ha spiegato oggi a Milano, a margine della presentazione di un nuovo trattamento contro la pediculosi - è la bambina bionda di buona famiglia, con i capelli lisci e puliti. Mentre il povero immigrato con i capelli ricci è l'ospite più sgradito". Tanto più che la frequenza di pediculosi, spiegano gli esperti, è molto bassa nell'etnia nera per il tipo di capello che non consente al parassita di aderire al fusto del pelo. Il primo mito da sfatare è quello del bambino sporco e 'attira-pidocchì. Queste creature "sono ematofaghe e amano la gente pulita, perchè i capelli impastati gli impediscono di arrivare alla cute per succhiare sangue. Troppi ostacoli".

 

Così, spiega l'esperto, il pidocchio preferisce farsi ospitare da chi ha i capelli più puliti. E, sulla base di questa lista di preferenze, le bionde coi capelli lisci sono le più a rischio.
"Possono invece tirare un respiro di sollievo le more con i ricci a 'cavaturacciolò: il pidocchio non le ama, spiazzato com'è dall'asimmetricità dei loro capelli, per la sua difficoltà nello spostarsi non in parallelo", spiega l'esperto. Il fenomeno della pediculosi è aumentato negli ultimi 30 anni in tutto il mondo e anche in Italia.
"Il numero di persone colpite, secondo i dati del ministero della Salute - spiega Gelmetti - supera i 10 mila l'anno. Ma i casi denunciati sono uno su 100. E andando a guardare i consumi dei prodotti parassitari, se ne vendono circa un milione e mezzo. Dunque se ne deduce che le persone colpite siano superiori ai numeri in possesso del ministero".
I più soggetti a trasmettersi i pidocchi sono i bambini tra i 3 e gli 11 anni, anche se la pediculosi non è esclusiva dell'età pediatrica. «I piccoli - spiega - sono più esposti per la loro abitudine di giocare in gruppo, di scambiarsi giocattoli e cappellini. A quell'età il contatto interpersonale è molto più vicino". Anche l'estate è una stagione a rischio: "Per una questione pratica - spiega Gelmetti - legata alle preferenze del pidocchio, che ama particolarmente il caldo. La condizione ottimale la raggiunge con temperature dell'ordine di 30-31 gradi. Lo stesso motivo per cui si nasconde dietro la nuca: è un posto coperto e c'è una temperatura più elevata".

 

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