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A cura di
Matteo Leonelli
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09/07/2007 12:50
CONGRESSO A BOLOGNA

Nuove speranze per il cuore:
pacemaker biologico
e farmaco anti-tachicardia

I massimi esperti di malattie cardiologiche si sono dati appuntamento a Bologna. Presentate due vere rivoluzioni contro gli scompensi cardiaci che verranno impiegati sull'uomo tra qualche anno

Reparto di terapia intensiva Bologna, 23 giugno 2007 - Tra qualche anno verrà impiegato nell'uomo il primo pacemaker biologico: la rivoluzione è stata ottenuta negli animali da laboratorio iniettando o veicolando geni o cellule staminali nel cuore malato, in grado di generare un pacemaker naturale riparando o sostituendo le cellule cardiache danneggiate. I vantaggi: niente più operazione chirurgica d'impianto, complicanze minori e un approccio fisiologico per curare il cuore troppo lento, vantaggi potenziali soprattutto nei bambini, in cui l'impianto del pacemaker rimane a tutt'oggi problematico.

 


Quando invece il problema è l'opposto, e il cuore batte troppo veloce, sta per arrivare anche in Italia un nuovo farmaco che sostituisce i precedenti in quanto agisce solo sulla frequenza senza togliere forza al cuore già malato. Due buone notizie che giungono dal XIX congresso dell'International Society for Heart Research (ISHR) che si è aperto ieri in contemporanea a Bologna, Ferrara, Padova e Pavia, ospitando fino al 25 giugno l'elite mondiale dei ricercatori, tra i quali i Nobel Louis Ignarro e Aaron Ciechanover.

 

«Per la prima volta - afferma il prof. Roberto Ferrari, presidente del Congresso e della ISHR - si sostituisce il segnapassi, cioè il pacemaker fisiologico del cuore, ammalato, con uno sempre fisiologico ma sano. E all'ISHR, congresso che finalmente siamo riusciti a portare in Italia, ospitiamo i principali ricercatori in questo settore e in altri più avanzati nella terapia cardiovascolare».
«A essere ottimisti - precisa il prof. Claudio Rapezzi della Cardiologia dell'Università di Bologna - anche alla luce dei rapidi progressi tecnologici e degli investimenti che specie all'estero stanno avvenendo in questo campo, le prime applicazioni cliniche sull' uomo del pacemaker biologico potrebbero arrivare tra qualche anno».



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