Per l'esperto di cyber sex: "Le donne preferiscono flirtare sul web, si sentono più capite dal partner virtuale che da quello reale". Sei le tipologie di cacciatrici catalogate. I numeri: 7 milioni chattano in Italia, il 70 per cento sono donne
Roma, 9 agosto 2007 - "Il rapporto è di 6-7 donne per 3-4 uomini che usano la rete per trovare sesso. E se perlopiù gli uomini cercano pornografia, contatti esplicitamente erotici, quello che in gergo viene chiamato 'fast sex', le donne invece usano il web per conquistare, sedurre, flirtare. E solo qualche volta anche per consumare". Lo rivela, attraverso le pagine di 'Geo', Tonino Cantelmi, presidente dell'Associazione psicologi e psichiatri cattolici, primo esperto italiano di cyber sex.
"La rete - spiega Cantelmi - è stata ed è tuttora il salvagente per molte donne tra i 25 e i 45 che vogliono cambiare la propria vita sessuale«.Cantelmi ha persino stilato un elenco ufficiale di navigatrici, censendo sei precise tipologie femminili: le 'incorporee' chattano per settimane, seducono e conquistano, ma non incontrano off-line, scrivono e basta; le 'donne-intimita' affrontano il rischio dell'appuntamento dal vivo ma, avendo stabilito subito una comunicazione vicina e intima, subiscono spesso una delusione, cercano un rapporto da 'fidanzati' emotivamente ricco; al contrario, invece, delle 'cacciatrici', più aggressive e disincantate, che puntano dirette al sesso, anche dopo chat di poche ore; le 'sperimentatrici' sono quelle che episodicamente, e solo in alcune fasi della vita, vogliono provare in modo virtuale e protetto tentazioni inconfessate; le 'trasgressive' -osserva Cantelmi- sono le più maschili, usano la pornografia e si eccitano con la masturbazione online; infine le 'virtuali', più sottili e cerebrali, chattano per colpire, sedurre, svanire e si limitano a farsi guardare e a sollecitare la fantasia dei voyeur".
"Sono circa 7 milioni gli italiani che fanno un uso costante delle chat per due ore al giorno", spiega Cantelmi.
"La cosa clamorosa - aggiunge - è che il 70% del popolo dei chattatori è rappresentato da donne". Dati alla mano dunque sono 4 milioni e 900mila le presenze femminili online. "La relazione virtuale - rivela Cantelmi a 'Geo' - mette meno ansia rispetto a una storia reale. Dietro il video le donne si sentono libere di essere loro stesse e dire cose mai confessate. Si passa da una conoscenza occasionale a un'amicizia sempre più presente, fino all'innamoramento, che mette in crisi la coppia. A volte accade che la donna si senta paradossalmente più capita dal partner virtuale che da quello reale"
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