Milano, 30 luglio 2007 - Va all'Italia la palma del paese occidentale con il maggior numero di nascite da madri over 40. Nel 2005 hanno raggiunto la soglia del 4,6%, con punte del 7,2% in Sardegna e oltre il 6% in grandi province come Bologna, Firenze, Genova e Roma. Un dato questo che cela le ragioni della bassa fecondità del mondo occidentale, legate ad un costante rinvio dei tentativi per avere il primo figlio. Lo rivela un articolo pubblicato dalla Population and Development Review.
Negli ultimi 25 anni è cresciuta, in tutto l`Occidente, l`incidenza delle maternità over 40. Negli Stati Uniti il numero di parti in questa fascia d`età è più che quadruplicato dal 1980 al 2003, da 23.000 a 101.000 (2,6% delle nascite). E l`Italia, oggi il paese occidentale con la maggiore incidenza di nascite da madri con più di 40 anni, vede sempre più spesso l'arrivo del primo figlio in età relativamente avanzata.
Ma "ci sono limiti sociali e biologici al rinvio della maternità" avverte Francesco Billari, demografo e direttore del Centro Dondena per la ricerca sulle dinamiche sociali dell`Università Bocconi nell'articolo. L`aspetto critico non è tanto l`incidenza delle nascite da madri over 40, ma il rinvio della prima maternità. "Il cattivo esito del tentativo di avere almeno un figlio - si legge nel paper - ha conseguenze molto più significative per il benessere individuale rispetto al diffuso superamento o non raggiungimento degli obiettivi di fertilità quando si hanno già figli" mentre il rinvio della prima maternità espone le donne a un rischio esponenzialmente crescente di sterilità dopo i 35 anni.
Un`approfondita rassegna della letteratura medica mostra che "non sembra essersi verificato uno spostamento dell`età della menopausa che rifletta l`aumento della longevità" e che "l`età mediana delle donne all`ultimo parto, nelle popolazioni che non fanno uso di contraccezione, è piuttosto stabile, intorno ai 40-41 anni". Un tipo di informazione miracolistica riguardo le tecniche di riproduzione assistita rischia di "illudere le donne di poter attendere a lungo l`arrivo del partner giusto, concentrarsi sulla carriera, raggiungere la sicurezza e un buono standard di vita" prima di diventare madri, senza realizzare quanto sia costosa ed esposta al fallimento l`inseminazione artificiale. Con le donne di 35 anni l`inseminazione artificiale ha esito negativo 60 volte su 100, e a 40 anni o poco più la percentuale di fallimenti passa addirittura all`85%.
La variabile più importante nella ricerca della maternità è l`età dei primi tentativi di avere un figlio. Su 100 donne che cercano un figlio a 30 anni, soltanto 6 rimangono senza figli, con altre 3 che raggiungono la maternità grazie alle tecniche di riproduzione assistita. Su 100 donne che cominciano i tentativi a 40 anni, invece, ben 36 rimangono senza e solo 7 riescono a diventare madri grazie alle tecniche di riproduzione assistita.
"In definitiva, il continuo rinvio della prima maternità si rivela una delle cause principali della bassa fecondità del mondo occidentale - spiega Billari - e nel breve periodo gli sviluppi nella medicina, anche se potranno apportare miglioramenti marginali, non sembrano, da soli, in grado di invertire la tendenza".
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