Roma, 5 luglio 2007 - Si fidano, ma non troppo. Dopo la diagnosi del medico di famiglia, il 12,7% dei pazienti si rifugia su internet per capire se il responso medico corrisponde a verità. Una 'praticà diffusa soprattutto fra i laureati (22%). Altri ancora (12%) tornano nello studio del medico, ricerche alla mano, per discutere con l'esperto le notizie trovate.
I dati emergono dall'indagine sulla comunicazione medico-paziente nella sanità italiana, condotta dal Censis per il Forum della ricerca biomedica e presentata oggi a Roma.
Abbastanza consistente (4%) anche il numero di coloro che contestano addirittura l'esattezza delle diagnosi e delle terapie decise dal camice bianco, basandosi su quanto appreso su internet. Una 'democratizzazionè del sapere medico che viene confermata anche dalla diffusione dell'informazione medico-scientifica in televisione.
Sono sempre di più - secondo il Rapporto Censis - gli italiani appassionati di trasmissioni tv di medicina o quelli che dal medico di famiglia citano come esempio scene o situazioni viste nelle tante fiction ambientate in corsia. «Serve una gestione corretta dell'informazione - ha sottolineato Sergio Dompè, presidente di Farmindustria - e bisogna ridare maggiore dignità al lavoro del medico. L'informazione sanitaria non può che essere legata a un professionista».
Il gelato meglio della cioccolata: è il cibo che regala più sorrisi agli italiani. All'ultimo posto in questa speciale top ten la barretta di cereali