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Salute

NUOVA TECNICA A BOLOGNA

E' sterile a causa di un tumore:
diventa mamma di due gemelline

Le piccole sono state concepite grazie al congelamento degli ovuli della mamma prima che le venissero asportate entrambe le ovaie. Una tecnica diversa dal congelamento dell'embrione, praticabile anche quando non c'è ancora un candidato papà Commenta

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Specialista al microscopio Roma, 30 novembre 2007  - Una nuova speranza per le centinaia di migliaia di donne che ogni anno nel mondo diventano sterili a causa del cancro viene da due gemelline italiane di dieci mesi.
Sono state infatti concepite grazie al congelamento degli ovuli della mamma, prima che le venissero asportate entrambe le ovaie a causa di un tumore.

 

Lo riferisce l'Università di Bologna, secondo cui la tecnica, a differenza del più comune congelamento degli embrioni, è praticabile anche quando non c'è ancora un candidato papà e non è vietata dalle attuali leggi italiane. Le due neonate, nate da una donna 31enne che vive in un paesino dell'Italia del sud, sono i primi esseri umani partoriti dalla propria madre resa sterile da un tumore, grazie alla tecnica del congelamento degli ovuli.


L'inedita maternità è stata assistita da un'equipe medica guidata dalla dottoressa Eleonora Porcu, ricercatrice dell'Università di Bologna, che presenta il caso in apertura del Secondo congresso mondiale sulla crioconservazione degli ovociti umani, in programma a Bologna, presso il Policlinico universitario S. Orsola Malpighi, fino al 2 dicembre.


La mamma delle bimbe era stata colpita da un tumore ovarico che l'aveva costretta a farsi asportare entrambe le ovaie, diventando sterile. Prima dell'intervento chirurgico la donna aveva però chiesto ai medici di congelare i suoi ovociti (cellule uovo, dette anche ovuli). Alcuni di questi, dopo quattro anni, scongelati e fecondati col seme del papà, hanno poi consentito una normale gravidanza della donna conclusasi felicemente, lo scorso febbraio, con la nascita di due gemelle.


"Si può stimare - spiega la dottoressa Porcu - che il cancro in generale renda sterili ogni anno circa 3500 donne in Italia e alcune centinaia di migliaia nel mondo. Può infatti rendere necessaria, come in questo caso, l'asportazione delle ovaie, o più spesso una chemioterapia che nel 30 per cento delle pazienti distrugge definitivamente gli ovociti. Fino ad oggi la tecnica abitualmente impiegata per conseguire gravidanze di donne rese sterili dal cancro era quella della crioconservazione (conservazione per congelamento) degli embrioni, ottenuti da ovuli già fecondati col seme maschile".

 

Cosa succede però se la donna, al momento fatidico, non ha ancora incontrato l'uomo 'giusto' come padre dei propri figli? Negli Stati Uniti, ad esempio, è possibile fecondare gli ovuli con seme di donatore sconosciuto.
Rimane però il problema di non poter scegliere l'altro genitore biologico, e si tratta comunque di una possibilità negata dalle leggi italiane. La crioconservazione degli ovuli, al contrario, permette di aspettare anche per anni il momento e la persona proprio per scongelarli e fecondarli.

Il loro congelamento e, nel caso sventurato la donna non sopravviva alla malattia, l'eventuale distruzione sono meno controversi di quelli degli embrioni. È inoltre - precisa l'univerasità di Bologna - l'unica strada praticabile in quei paesi che, come l'Italia, vietano questa seconda alternativa.


Il congelamento degli ovuli è tradizionalmente meno diffuso di quello degli embrioni. Si tratta infatti di una tecnica di procreazione medicalmente assistita più complessa, perchè inizia in una fase meno avanzata del percorso procreativo, quando le cellule uovo devono ancora essere fecondate. "Secondo gli ultimi studi - ricorda però la dottoressa Porcu - in Europa nascono mediamente dai 2,5 ai 3 bambini ogni cento ovuli impiegati, più o meno lo stesso risultato che si ottiene congelando gli embrioni. In particolare le più recenti tecniche di crioconservazione arrivano, secondo alcune ricerche, a tassi di successo di 5 o 6 nati ogni cento ovuli".

 

Le procedure a confronto sono il congelamento lento e la vitrificazione, meno praticata, ma a quanto pare molto promettente. Il primo caso nell'86 in Australia. Oggi oltre la metà nasce in Italia. «Una stima per difetto dei bimbi nati da ovuli congelati è di circa 300 casi in tutto il mondo, di cui almeno 200 in Italia e 150 solo a Bologna. Questi sono però solo quelli oggetto di pubblicazioni scientifiche. È plausibile che la casistica sia in realtà più numerosa», conclude Porcu.


La prima fecondazione di un ovulo scongelato è avvenuta nel 1986 in Australia (all'83 risale invece la prima nascita da embrione congelato). Il primo parto in Italia, tra i primi al mondo, sempre seguito dallo stesso gruppo di ricercatori bolognesi, risale invece al 1997. Anche qui una bimba che oggi ha 10 anni, sta bene e vive in Veneto.

  • 30/11/2007 13:43

    provate a documentarvi prima di scrivere questo genere di articoli che non fanno altro che trarre in inganno ed alimentare false speranze nelle persone che soffrono http://www.cercounbimbo.net/index.php?pid=245#9 non mi risulta che il centro da voi citato brilli per i successi nel campo della procreazione medicalmente assistita, tanto che le liste di attesa si sono ridotte drasticamente, al contrario di quanto avviene nei centri che danno maggiori garanzie..
  • 30/11/2007 14:16

    L'informazione in questo articolo è fuorviante. NON E'VERO, statistiche (serie) alla mano, che il tasso di gravidanze da ovocita congelato sia il medesimo che da embrione congelato. E' ovvio l'interesse della D.Porcu a far passare questa linea visto il suo personale interesse in questo tipo di ricerca. Ma non e' professionale per una testata giornalistica trasmettere informazioni palesemente errate dando voce solo ad una delle parti in causa con un interesse personale a far passare tale linea di pensiero. Il congelamento di ovociti e' l'UNICA possibilitá offerta dall’oscurantista normativa italiana a chi non ha i mezzi per effettuare all'estero il congelamento di embrioni che offre possibilitá di riuscita ben maggiori. Ma non e' comparabile quanto ad efficacia al congelamento di embrioni.Un articolo onesto deve basarsi su dati provati, e non unilaterali.
  • 30/11/2007 17:04

    Vorrei far presente per dover di cronaca che durante il 63' convegno annuale l'American Society for Reproductive Medicine afferma che le tecniche di congelamento degli ovociti devono essere considerate strettamente "sperimentali" e non una valida alternativa terapeutica. Vi invito a consultare la pagina web dell'ASRM per ulteriori approfondimenti. L'informazione resa qui e su altre testate giornalistiche nazionali e' fuorviante ed erronea. E come sempre si finisce per giustificare la Legge 40 dando notizie false o manipolate. Se si ama il diritto di cronaca, occorre approfondire le notizie che si danno e magari verificarle prima di pubblicarle. Grazie
  • 30/11/2007 17:09

    finalmente una notizia positiva! senza ricorrere ad inutili sacrifici di embrioni umani ma utilizzando ed eventualmente selezionando ovociti si arriva al solito scopo! capisco che agli integralisti della provetta gli roda parecchio ma questi sono fatti concreti che sbugiardano tutti quelli che invocavano il congelamento degli embrioni come unica strada percorribile in caso di malati di tumore.
  • 30/11/2007 20:41

    piuttosto che far passare delle notizie del tutto false, credo che per rispetto delle migliaia di coppie sterili che ci sono in italia e che devono sottostare alle ridicole regole della legge 40, bisognerebbe evitare di far passare sullo stesso piano ovociti congelati ed embrioni congelati. dite semplicemente che in italia dato che è vietato congelare gli embrioni, a volte , anche se con scarso successo, gli ovociti scongelati sono una scappatoia!
  • 30/11/2007 23:10

    L' articolo e' inesatto. Le possibilità di sopravvivere a uno scongelamento per l'ovocita sono molto più basse di quelle per l'embrione. Vale a dire che molto spesso gli ovociti scongelati sono di fatto inutilizzabili per una PMA. Purtroppo in Italia questa è l'unica possibilità, a causa della legge 40. Ma non raccontiamoci che le possibilità di rimanere incinta con ovociti scongelati sono le stesse che con embrioni. Molte statistiche dimostrano che non è così, e che utilizzando ovociti congelati le possibilità si riducono parecchio.
  • 30/11/2007 23:15

    Ciò che è scritto nell’articolo e che è affermato dalla dott. Porcu travisa la realtà dei fatti. La realtà è che,così come riportato nel documento del Registro Nazionale 2005 dal Ministro On. Livia Turco, dall’entrata in vigore della legge 40, con il congelamento degli ovuli, i risultati (gravidanze) delle tecniche di procreazione assistita si sono ridotti del 3.6%, passando dal 24.8 al 21.2%. e con il 14.3% in meno di gravidanze nel 2005 rispetto al 2003! Ciò che è aumentato, invece, sono i grossi problemi di salute delle donne costrette a sottoporsi a molte più stimolazioni ormonali e i conti in banca delle cliniche all’estero! T.
  • 01/12/2007 12:22

    Ma perchè una buona volta i media non cercano di fare il proprio lavoro dando alla gente informazioni vere e attendibili?!il congelamento ovocitario dà, statistiche alla mano, molte meno possibilità di successo rispetto al congelamento di embrioni. Vorremmo solo avere un figlio e non il figlio perfetto!I mostri non siamo noi ma chi su una questione tanto delicata ha fatto sì che il "non pronunciarsi" degli italiani in occasione del referendum,passasse come volontà popolare di far entrare in vigore la l.40.
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