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Salute

SOS NON SOLO DI PRIMAVERA

Naso chiuso, occhi rossi, asma?
E' colpa dell'allergia 'invernale'

A scatenare starnuti e costipazioni possono essere anche alimenti (pomodori, arance, kiwi), lattice, farmaci e acari (che col freddo si moltiplicano nelle case riscaldate). I consigli su www.cnr.it Commenta

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Allergia Roma, 17 dicembre 2007 - Non solo pollini e fiori. Le allergie non vengono solo in primavera. Naso chiuso, occhi gonfi, respiro faticoso si possono avere anche in pieno inverno, quando diverse sostanze minacciano il 25% della popolazione affetto da malattie allergiche.

Ecco cosa spiega l'esperto del Consiglio Nazionale delle Ricerche: "A scatenare tali reazioni, oltre ai pollini, sono sostanze non legate alla stagionalità, come alimenti, acari, farmaci, lattice" afferma Sergio Bonini dell'Istituto di neurobiologia e medicina molecolare (Inmm) del Cnr di Roma.


"Gli stessi pollini, peraltro, -spiega ancora Bonini- pur avendo indubbiamente una maggiore concentrazione in primavera, possono provocare fastidi anche in altri momenti: sia perchè ci sono piante a fioritura perenne, come la Parietaria, sia perchè, a causa delle variazioni climatiche e dell'aumento delle temperature, gli alberi a fioritura precoce possono anticipare la pollinazione dalla primavera all'inverno".

 
Anche la pioggia, più frequente in inverno, può poi facilitare la manifestazione di allergie. "I temporali, quando sono associati ai fulmini, possono indurre, attraverso modificazioni elettriche dell'atmosfera, una rottura dei pollini e, quindi, la liberazione nell'aria degli allergeni» dice l'esperto del Cnr.

E un altro fattore climatico che non aiuta gli allergici è il freddo. "Chi soffre di asma allergica -consiglia Bonini- deve fare attenzione alle basse temperature e all'umidità che, determinando un restringimento dei bronchi, rendono l'apparato respiratorio suscettibile al riacutizzarsi del disturbo".

 

L'abbassamento delle temperature può rivelarsi un problema anche per chi è allergico agli acari. Secondo gli specialisti, se è vero infatti che questi organismi si moltiplicano con il caldo e l'umidità, è altrettanto vero che tenere le finestre chiuse per mantenere gli ambienti caldi, impedendo l'ingresso nei locali di sole e aria, può favorire concentrazioni elevate di acari, soprattutto se ci sono tappeti e moquette.


Ci sono, infine, gli aspetti legati all'alimentazione stagionale. "Nelle persone affette da allergia -ricorda il ricercatore dell'Inmm-Cnr- si possono presentare sintomi allergici in seguito all'assunzione di alimenti quali frutta, verdura e spezie per effetto di allergeni cross-reattivi presenti nei pollini e negli alimenti. Così, ad esempio, chi è allergico alle graminacee deve evitare pomodori, arance e kiwi; chi lo è invece alle betulle non deve mangiare pere, banane, mele, noci, nocciole, sedano, finocchi e carote".

 
Quali sono allora i consigli per evitare in inverno le spiacevoli conseguenze dell'allergia? "La cosa più importante da fare -dice Bonini- è curare bene i sintomi dell'allergia primaverile, per evitare che gli organi interessati, occhi, naso e bronchi, si trasformino in recettori per i virus, facilitando la comparsa di infezioni nella brutta stagione. L'inverno, poi, è il momento migliore per vaccinarsi".

"È bene, infine, -avverte l'esperto del Cnr- evitare di fare sport all'aria aperta se la giornata è fredda e umida e in presenza di smog, perchè può riaffacciarsi l'asma allergica. Attenzione invece all'attività fisica in palestra e agli ambienti poco areati se si è sensibili agli acari». Info: www.cnr.it 

 

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